“Gli ISAC, gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva, varati di recente dal Governo per due settori produttivi (il commercio all’ingrosso alimentare e i servizi alberghieri ed extra-alberghieri) che faranno da apripista a questo nuovo strumento di contrasto al lavoro sommerso, sono potenzialmente utili per far emergere anomalie e incongruenze nelle dichiarazioni delle imprese e per favorire percorsi di emersione e regolarizzazione spontanea, ma va anche rafforzata la vigilanza ispettiva”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“In particolare, le cosiddette “lettere di compliance”, che l’INPS invierà alle aziende dei due settori pilota, possono rappresentare un importante meccanismo di prevenzione e uno stimolo alla regolarizzazione, prima dell’avvio di eventuali accertamenti ispettivi. Tuttavia – ha precisato Veronese - gli indicatori restano strumenti statistici e preventivi, utili per segnalare anomalie e indirizzare i controlli, ma non sono sufficienti da soli a contrastare in modo efficace le irregolarità. A tal, proposito, occorre innanzitutto rafforzare il sistema di vigilanza ispettiva, a partire dall’incremento degli organici dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dal potenziamento delle attività di controllo sul territorio. Solo attraverso un sistema integrato – ha sottolineato la sindacalista della Uil - che unisca strumenti di analisi dei dati e interoperabilità delle banche dati, prevenzione e presenza ispettiva forte e capillare, sarà possibile contrastare realmente il lavoro nero e irregolare, porre fine a infortuni e morti sul lavoro, tutelando lavoratrici e lavoratori e garantendo, al contempo, condizioni di concorrenza leale tra le imprese. Al contrario – ha concluso Veronese - il rischio è che la battaglia contro il lavoro sommerso resti incompiuta”.
Roma, 6 marzo 2026


