Vera BUONOMO: comunicato Stampa del 08/01/2026
Buonomo: “Ritiro USA da Convenzione su cambiamenti climatici mina cooperazione”
Buonomo: “Ritiro USA da Convenzione su cambiamenti climatici mina cooperazione”
08/01/2026  | Sindacato.  

“La decisione dell’amministrazione statunitense di ritirarsi dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dall’IPCC rappresenta un arretramento pericoloso che mina la cooperazione globale proprio nel momento della massima urgenza”.

È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo.

“Si tratta di una scelta senza precedenti, che colpisce il cuore dei meccanismi multilaterali che, dal 1992, guidano il mondo nella lotta al cambiamento climatico. La transizione verso un’economia più sostenibile non può basarsi su posizioni ideologiche o decisioni unilaterali. Deve essere un impegno condiviso da tutti gli Stati - ha proseguito Buonomo - fondato sulla scienza e sul rispetto degli accordi internazionali, così da garantire una giusta transizione che tuteli lavoratrici, lavoratori, territori e industrie. La lotta al cambiamento climatico non è una scelta opzionale o un interesse di parte: è una responsabilità collettiva che richiede il sostegno di tutti, a partire dalle economie più forti e dai maggiori emissori”.

“Isolare la più grande economia mondiale dai tavoli della diplomazia climatica - ha sottolineato Buonomo - indebolisce la tutela del pianeta e la sicurezza delle future generazioni. Le politiche climatiche devono promuovere efficienza energetica, innovazione industriale e riduzione delle emissioni senza percorsi predeterminati o ideologici. Solo la cooperazione globale assicura una transizione ecologica equa, sostenibile e inclusiva, proteggendo posti di lavoro, competenze e sviluppo industriale. Altrimenti, restano le macerie di un isolazionismo che non giova a nessuno, né ai contribuenti americani né al resto del mondo”.

“Ora più che mai - ha concluso Buonomo - le istituzioni internazionali devono guidare questa sfida con pragmatismo e consapevolezza. La transizione ecologica deve diventare una causa comune, affrontata con serietà e visione, mettendo al centro lavoro e dignità umana, lontano da radicalismi o chiusure pregiudiziali”.

Roma, 8 gennaio 2026