RELAZIONE INPS  - Carmelo Barbagallo
Barbagallo: «Boeri ha parlato poco di previdenza e Inps»
«Se l'APE non sarà conveniente, sarà un flop»
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07/07/2016  | Previdenza.  

 

 

È un giudizio sostanzialmente negativo quello che ha espresso il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, in merito alla relazione annuale del Presidente dell'Inps, presentata oggi a Palazzo Montecitorio. "Il Presidente Boeri ha parlato di tutto, ma poco di previdenza e di Inps. Ad esempio - ha precisato Barbagallo - ci sono 104 miliardi di evasione contributiva e, invece, si preoccupa per i 3 miliardi relativi alla legge sull'accompagnamento. A proposito del bilancio Inps, poi, per l'ennesima volta la Uil ha espresso il suo voto contrario perché, ancora una volta, siamo di fronte a un bilancio falsato dalla mancata separazione tra assistenza e previdenza. Peraltro - ha proseguito il leader della Uil - l'Inps è l'Istituto nazionale di Previdenza Socialee non di Povertà Sociale: bisogna intervenire per aiutare i poveri, ma non creando nuovi poveri. Certo, siamo d'accordo con Boeri quando dice 'basta' alle salvaguardie per gli esodati, ma solo quando siamo riusciti a coprire tutti i lavoratori interessati".

 

All'iniziativa è intervento anche il ministro del Lavoro, Poletti che ha fatto riferimento al confronto in corso con i sindacati, in particolare, sulle pensioni. "Sono in corso gli approfondimenti tecnici - ha ricordato Barbagallo - e ho chiesto che nella seconda parte del mese di luglio si faccia una valutazione di merito. Per quel che riguarda, la cosiddetta “APE”, se non sarà conveniente, ci sarà un flop: tutte le norme che non sono condivise rischiano di trasformarsi in un flop. Speriamo che questo confronto con il Governo affronti e risolva questi problemi".

 

Inevitabile, infine, un commento di Barbagallo anche sui dati OCSE, diffusi proprio mentre la relazione del Presidente dell'Inps era in corso.

 

"Non mi pare - ha sottolineato il leader della Uil - che i dati Ocse sull'occupazione, in particolare quella giovanile, siano confortanti: peggio di noi fanno solo Spagna e Grecia. E anche per i salari siamo nelle parti basse delle classifiche europee. Il Jobs Act non avrà fatto aumentare i licenziamenti, ma neanche l'occupazione: un bilancio vero lo potremo fare solo tra qualche anno quando cesseranno gli effetti dei vari incentivi. La verità - ha concluso Barbagallo - è che bisogna sconfiggere l'idea dell'austerità imposta dall'Europa e occorre fare investimenti pubblici e privati: noi lo stiamo chiedendo da tempo e, ora, sembra che se ne sia accorto anche il Governo".

 

 

 

Roma, 7 luglio 2016