Settori

NO ALLA FINE DI BANCA MARCHE

25.06.2013

Siamo all’epilogo sul futuro di Banca Marche: si sta palesando sempre di più un

Progetto occulto che disegna una Banca dove i Lavoratori rappresentano le vittime

sacrificali!

Nonostante le nostre continue richieste la Direzione non modifica la policy del

credito deteriorato: unica e vera soluzione per risolvere i problemi di Banca Marche.

I costanti accantonamenti che ne derivano producono da un lato ’impoverimento

patrimoniale, costringendoci ad un aumento di capitale sempre più consistente,

mentre aumentano le perdite sul conto economico.

Un circolo vizioso che bisogna interrompere!

Corrisponde a verità l’affermazione che Banca d’Italia all’epoca dell’approvazione

del consuntivo 2012 aveva richiesto un ulteriore consistente accantonamento che

poteva essere dilazionato nel 2013?

Ma possibile che non si riesca a capire che questa politica sta portando la Banca allo sfascio?

Come mai si è ritenuto di ignorare persino un autorevole parere, quello della società

di revisione KPMG, che, con uno studio commissionato dalla stessa Banca Marche,

aveva definito la nuova policy per il credito eccessivamente “prudenziale” rispetto

alla media adottata dai 5 maggiori Gruppi bancari del Paese?

Da mesi scriviamo e chiediamo chiarimenti su queste scelte ma NESSUNO HA AVUTO IL CORAGGIO (O GLI ARGOMENTI) PER SMENTIRCI!

Sotto la “scure di Bain” si delineano soluzioni banali ed inconsistenti che non risolvono

i problemi ma, addirittura, allontanano la prospettiva dell’uscita dal tunnel della crisi.

MENTRE LA BANCA E’ PARALIZZATA SENZA INDICAZIONI DI PIANIFICAZIONE E DI MARKETING, SI IPOTIZZA LA VENDITA DEGLI ASSET, UNO SCRITERIATO PROGETTO CHE CON QUESTO TREND NEGATIVO NON BASTERA’ A COLMARE NEANCHE LA META’ DELLA VORAGINE DEL FABBISOGNO PATRIMONIALE.

La UILCA è e rimane assolutamente contraria alla disgregazione di Banca Marche,

quindi un deciso:

NO alla vendita delle filiali (si parla con insistenza di quelle del Lazio e della Emilia Romagna)

NO alla vendita della controllata Cassa di Risparmio di Loreto

NO alla vendita del CED (che sembra abbia imboccato con decisione la strada per Parma)

NO all’esternalizzazione dell’Area Bilancio.

Il Sindacato in maniera responsabile ha sempre dato la disponibilità a discutere su un Piano di Riorganizzazione che porti ad un risparmio significativo e consistente dei costi, ma la pericolosa direzione intrapresa, non condivisa né condivisibile, appare diametralmente opposta persino ad un Piano Industriale, i cui contenuti reali sono tuttora ignoti malgrado le ripetute richieste di conoscenza da parte del Sindacato.

Da gennaio 2013 la mancanza di valide politiche commerciali ha condotto la Banca al “fermo biologico” e ridotto drasticamente la capacità reddituale: increduli rileviamo una gestione immobile e assente.

Di fatto Banca Marche è ora estremamente appetibile e, con un esborso irrisorio, si potrà controllare una banca con una cassaforte stracolma di euro.

E’ GIUNTO IL MOMENTO CHE TUTTI I LAVORATORI DIMOSTRINO LA FORTE CONTRARIETA’ ALLA DISSENNATA POLITICA CONDOTTA DA QUESTA GOVERNANCE, ATTRAVERSO TUTTE LE FORME DI PROTESTA.