AMBIENTE  - Sonia OSTRICA
Riflessioni UIL RUA sulla “Relazione sullo stato dell’Ambiente 2016”
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14/09/2017  | Ambiente.  

 

 

Riflessioni UIL RUA sulla “Relazione sullo stato dell’Ambiente 2016”

 

 

SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE: VALORIZZARE IL RUOLO

 

DEGLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA E DELLE COMPETENZE PUBBLICHE.

 

 

La “Relazione sullo stato dell’Ambiente 2016”, trasmessa in questi giorni al Parlamento dal Ministro Galletti ed opportunamente diffusa dai nostri servizi confederali, ci offre lo spunto per alcune importanti considerazioni.

 

La prima di esse riguarda in particolare il ruolo essenziale degli Enti Pubblici di Ricerca in tema di ambiente. Per la loro missione istituzionale, per la loro articolazione e per la capacità di analisi e ricerca messa quotidianamente in campo gli EPR svolgono una funzione strategica non solo di monitoraggio ma anche di indicazione delle soluzioni tecnologiche e scientifiche in materia ambientale.

 

Purtroppo questo ruolo non appare ancora sufficientemente valorizzato.

 

Eppure non è certo un caso che una grandissima quantità di dati sui quali si basano le argomentazioni della Relazione è fornita da rapporti e studi di Enti di Ricerca, come ISPRA ed ENEA, opportunamente citati dal Ministro.

 

Dovrebbero peraltro essere considerate e maggiormente utilizzate anche le competenze e le attività, altrettanto continue ed essenziali per una più completa ed organica politica ambientale e di tutela del territorio, svolte da molti Atenei e da altri Enti come CNR e INGV.

 

La Relazione del Ministero dell’ Ambiente punta l’indice “accusatorio” su 4 prioritarie criticità:

 

a) rifiuti urbani: qui il Paese è in forte ritardo su impiantistica di recupero e smaltimento;

 

b) qualità dell’aria: è indispensabile prevedere monitoraggi più frequenti ed interventi di riconversione in ambiti quali edilizia, trasporti, mobilità alternativa;

 

c) tutela delle risorse idriche: su questo punto anche le vicende più recenti dimostrano la insufficienza della attuale governance;

 

d) consumo del suolo: si evidenzia uno stato complessivo del territorio gravemente compromesso dallo sfruttamento edilizio, agricolo, industriale.

 

La UIL RUA ritiene da sempre che la tutela ambientale debba essere un tema centrale nel dibattito politico e sindacale.

 

Va ribadito con nettezza che nel nostro Paese obiettivi quali sicurezza, salute, vivibilità, valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico e creazione di nuova e occupazione qualificata richiedono urgentemente una nuova politica. Una politica finalmente capace di definire interventi adeguati per una diversa gestione del territorio e delle sue risorse naturali, per la diffusione di comportamenti ecologicamente corretti da parte di tutti protagonisti (cittadini compresi), per lo sviluppo ulteriore delle funzione strategica delle istituzioni pubbliche, per l’introduzione e la diffusione delle nuove tecnologia ecocompatibili.

 

I drammatici eventi del terremoto a Ischia e gli stessi fenomeni alluvionali in Toscana come anche l’emergenza idrica a Roma, ci impongono considerazioni che chiamano in causa in primis le responsabilità politiche locali.

 

La piaga dell’abusivismo si può combattere solo con la volontà e la capacità di applicare gli strumenti urbanistici e regolamentari già esistenti.

 

Non occorrerebbero nuove leggi, visto che quelle esistenti danno ai Sindaci la potestà di “ridurre in pristino” ciò che non può essere costruito senza il rispetto delle regole.

 

Nessun interesse o compromesso locale, nessuna concessione a presunte “necessità”, nessuna omissione e nessun condono dovranno coprire ulteriori e selvaggi sfruttamenti del nostro territorio e delle nostre coste, oltretutto facendo pagare alla collettività sia i costi dei servizi e delle urbanizzazioni, sia quelli  della minore vivibilità e sicurezza.

 

Un’ultima riflessione ci porta a considerare quanti danni siano causati da uno strumentale e indiscriminato attacco al pubblico impiego.

 

Lo scioglimento della Forestale e i ritardi nella riorganizzazione dei trasferiti ha reso impossibile l’utilizzo di uomini esperti e mezzi adeguati, necessari per contrastare l’elevatissimo numero di incendi.

 

Va ricordato che la drammatica emergenza di questa estate, causata da comportamenti ed interessi scellerati, è stata affrontata con la disponibilità di soli quattro elicotteri antincendi sui trentadue disponibili della Forestale, nell’assenza del necessario adeguamento ai nuovi “corpi” aggreganti (nei vigili del fuoco sono confluite 360 unità, 6400 nei carabinieri, 1240 nella pubblica amministrazione), soprattutto in assenza della necessaria attribuzione delle funzioni operative collegate allo spegnimento (funzioni cosiddette DOS): conseguenze, queste, determinate dalla superficialità sconsiderata con cui si è pensato a tagliare costi della Pubblica Amministrazione senza valutarne le conseguenze.

 

Tutto ciò è costato milioni di danni: 75.000 ettari in fumo tra maggio e agosto,  di cui 26.000 ettari solo tra Sardegna, Sicilia e Calabria, con la perdita di milioni di esemplari di flora e fauna selvatica.

 

Correre ai ripari costa più che prevenire, e investire nel pubblico non è solo un costo!

 

Riteniamo inderogabile un sostanziale cambio di rotta e soprattutto un approccio che superi logiche meramente emergenziali in favore di politiche di prevenzione e di adeguati investimenti per la messa in sicurezza e la valorizzazione del nostro Paese. A ciò si aggiunge la necessità di tornare ad investire negli Enti Pubblici di Ricerca e soprattutto di tener conto dei loro moniti e competenti indicazioni, come le raccomandazioni che sta facendo l’ISPRA sulla moratoria per la caccia in conseguenza degli incendi, in considerazione del fatto che circa 40 milioni di animali selvatici sono morti in più di 600 incendi.

 

La legge c’è (353/2000), prevede lo stop alla caccia per 10 anni nelle aree colpite dagli incendi e nelle zone vicine. Si può fare se si vuole, e non richiede investimenti: partiamo da qua!!!

 

 

14 settembre 2017                                                                                                      

 

                                                                                            (Sonia Ostrica – Segretario Generale UIL RUA)

 

 

 

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