Il Direttivo UIL di Siena, riunitosi il 22 ottobre 2002, ribadisce
l'importanza dell'intesa del 5 luglio; infatti grazie a tale accordo il governo
è stato costretto a non tagliare redditi e spesa sociale, a ridurre
le tasse per i cittadini ed investire risorse sugli ammortizzatori
sociali;
- conferma la necessità che la legge finanziaria assicuri il rispetto
degli impegni assunti all'interno del patto;
- propone un confronto serrato con il governo per superare le criticità
individuate.
Gli scarti più gravi tra patto e finanziaria riguardano:
- il mezzogiorno, dove non sono definiti sia la quantità che la qualità
degl investimenti;
la distorsione sulla manovra IRPEF (si pensi alla questione "incapienti"
non risolta e alla non parità di deduzione tra lavoratori dipendenti
e pensionati);
- la mancanza di investimenti per l'istruzione pubblica sia per
il processo riformatore che per la professionalità degli operatori;
- la mancanza di una credibile strategia di contrasto dell'evasione
fiscale, facilmente aggirata con l'arma del condono;
- un finanziamento risibile per la ricerca che ci pone all'ultima posizione
tra i paesi industrializzati e su cui si giuoca la prospettiva di
competitività internazionale del nostro sistema economico;
- la mancanza di adeguamento dello stanziamento per i rinnovi
contrattuali che garantisca il recupero del potere di acuqisto delle
retribuzioni, conseguente perequazione delle pensioni, sblocco delle
assunzioni nel settore pubblico per permettere il rinnovamento professionale
necessario nei processi di riforma delle pubbliche amministrazioni;
- riduzione dei trasferimenti finanziari a regioni ed enti locali
con conseguente blocco delle spese per beni e servizi rispetto al
2001 che rischia di produrre penalizzazioni ai cittadini maggior aggravio
tributario locale vanificando i benefici della riduzione IRPEF;
La UIL di Siena auspica su questo argomento di trovare unità di
intenti tra le OO.SS per avviare con le istituzioni locali confronti
per impostare, comunque vadano le modifiche alla finanziaria, politiche
che coniughino la salvaguardia del reddito dei cittadini e azioni
positive che rispondano al bisogno di efficienza.
Nel confronto che da due anni portiamo avanti con le amministrazioni comunali
della provincia, abbiamo trovato soluzioni concordate che recuperano
evasione fiscale e abbattono livelli impositivi sopratutto per le fasce
più deboli, spazi per continuare su questa strada le OO.SS ne hanno
individuati nelle sinergie tra enti e diversificando il gettito; quindi
possiamo continuare con serietà ed impegno su questa strada arginando
le conseguenze della finanziaria e non permettendo agli enti locali
di prendere questa a pretesto per semplificazioni dannose per tutti
i cittadini.
Certo parlare di unità in questo contesto e dopo lo sciopero della CGIL
non è facile.
Il fossato apertosi a causa della divergenza sul patto per l'Italia, si
è sicuramente allargato.
La CGIL ha abbandonato la via del confronto e aver caricato lo sciopero
del 18 di argomenti (finanziari e caso Fiat) su cui ci potrebbero essere
obbiettivi comuni, ha certamente peggiorato la situazione irrigidendo
le posizioni.
La UIL di Siena è convinta che "da soli non si vince" e quindi fa appello
a tutte le Organizzazioni Sindacali per vedere, anche alla luce della
vicenda Fiat, di ritrovare lo spirito unitario nel rispetto della propria
autonomia.
Se analizziamo i dissensi che ci uniscono (il mezzogiorno, la vertenza fiat,
i contratti), non si riesce a capire come ci si limiti a riempire le piazze
con scioperi condivisi solo da una parte del Paese e non cercare
di trovare posizioni forse meno populiste ma che uniscano sugli
obiettivi veri del mondo del lavoro (sviluppo economico, consolidamento
e sviluppo occupazionale, riforma del welfare) tutte le forze
veramente riformiste del nostro Paese di cui le Organizzazioni Sindacali
sono la maggior espressione.
Sul territorio è "divertente" vedere come la CGIL su problemi condivisi
da anni come lo sviluppo economico provinciale o le sfide di
innovazione e ricerca si punti sul protagonismo individuale dimenticandosi
di anni di condivisione.
La UIL di Siena riterebbe un confortante segnale di maturità politica da
parte di certi livelli istituzionali locali, che hanno massicciamente
aderito e partecipato allo sciopero della CGIL, particolare che ha
esasperato certe divaricazioni già presenti nell'area riformista,
impegnarsi per costituire punto di riferimento e luogo di rappresentanza
di tutto lo schieramento che ne ha determinato l'elezione, prendendo
atto che il campo progressista italiano è ampio e variegato e non si
limita ad un solo partito o ad un solo sindacato. Uno dei modi più sicuri
per ritrovare questa consapevolezza potrebbe consistere nel recuperare
e sviluppare quei livelli di concertazione tra i diversi soggetti
sociali, che in passato ha rappresentato una caratteristica della
cultura sociale del nostro territorio, che del resto sarà un passaggio
obbligato e necessario per affrontare e gestire le ripercussioni dei
gravissimi problemi economici che in questi giorni stanno colpendo il
nostro paese e presto avranno i loro riflessi anche nella nostra
provincia.
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