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Audizione alla Camera su insegnanti di religione

Presso la Commissione lavoro della Camera dei Deputati si è svolta l'audizione sulla proposta di legge sulla immissione in ruolo degli insegnanti di Religione cattolica.
Per la UIL-Scuola ha partecipato Massimo Di Menna, che ha illustrato le forti critiche piu’ volte espresse e che riportiamo di seguito:

On. Domenico Benedetti Valentini -Presidente Commissione Lavoro
Ai Componenti Commissione Lavoro
Camera dei Deputati

Torna all’attenzione della commissione Lavoro della Camera dei Deputati la proposta di legge riguardante lo stato giuridico e il reclutamento degli insegnanti di religione cattolica, già approvato nel luglio 2000 nella precedente legislatura.
Nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri rimane l’articolo che prevede " L’insegnante di religione cattolica con contratto di lavoro a tempo indeterminato al quale sia stata revocata l’idoneità, ovvero che si trovi in situazione di esubero a seguito di contrazione dei posti di insegnamento, può fruire della mobilità professionale nel comparto del personale della scuola, con le modalità previste dalle disposizioni in vigore e subordinatamente al possesso dei requisiti prescritti per l’insegnamento richiesto, ed ha altresì titolo a partecipare alle procedure di diversa utilizzazione e di mobilità collettiva previste dall’art. 33 del decreto legislativo30 marzo 2001, n. 165."
Il diritto di tali insegnanti, per i quali le norme concordatarie prevedono modalità particolari di reclutamento ovviamente legate all’idoneità da parte dell’autorità diocesana ad avere trattamento analogo agli insegnanti con contratto a tempo determinato, non è in discussione ed è stato positivamente recepito nelle norme contrattuali che prevedono uguali diritti e progressione economica.
La UIL-Scuola contesta decisamente la norma richiamata perchè nulla ha a vedere con la tutela di tali diritti, ma introduce un privilegio che ovviamente crea ingiustizia e danneggia altri.
Si tratta di questo:
se viene revocata l’idoneità dall’autorità diocesana, tale insegnante viene assunto in ruolo dallo stato, come insegnante di altra materia se fornito di abilitazione o a svolgere altre mansioni se ne è privo.
E’ evidente che così facendo va ad occupare un posto di lavoro a cui altri hanno legittimo diritto determinando situazioni di immotivato privilegio e danno ad altri.
Addirittura in alcuni si potrebbe ingenerare una sorte di "invito" a contravvenire ai principi della religione cattolica per poter ottenere, attraverso la revoca della idoneità, un’assunzione nei ruoli dello stato per insegnamenti di altre discipline, e in qualcuno l’idea di un canale privilegiato di assunzione attraverso l’autorità diocesana.
Auspico che possa prevalere un’equilibrata valutazione da parte vostra, anche perchè sulla questione riceviamo da tanti insegnanti e genitori segnalazioni di forte preoccupazione che vi rappresentiamo.

Distinti saluti
Massimo Di Menna
Segretario Generale

 

 

 

 

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