Notizie

da affiggere all'albo sindacale della scuola, ai sensi dell'art. 25 della legge n. 300 del 20.5.70
 

Di Menna: Una ‘tregua per la scuola’
Sostegno e valorizzazione del lavoro

Una ‘tregua per la scuola’, sostegno e valorizzazione del lavoro: sono stati i punti centrali dell’intervento del segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, nella tavola rotonda con i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Anp, promossa da Tecnodid oggi a Ischia.

C’è una questione politica che va affrontata – ha detto Di Menna invitando i sindacati scuola ad un intento comune. Quello che il sindacato può fare – ha sottolineato - è chiedere al partito di maggioranza e ai partiti di opposizione di togliere la scuola dall’agenda dello scontro politico.

Serve una ‘tregua per la scuola’: una sorta di rivoluzione culturale e politica, una intesa tra i maggiori partiti, che vada oltre l’alternarsi delle legislature per non ridurre le risorse alle scuole e realizzare un piano di investimenti legato all’andamento del Pil. E’ una scelta di grande peso se sostenuta da tutti i sindacati.

Bisogna sostenere il lavoro e l’innovazione che già si fa nelle scuole – ha aggiunto – e per far questo occorrono risorse per dare qualità al nostro sistema di istruzione.
Rilanciare una politica di sviluppo vuol dire puntare sul sapere, sulla conoscenza.
Una scelta possibile, anche in una situazione economica non favorevole. Lo ha fatto la Germania che a fronte di 92 miliardi di interventi ha scelto di investire 12 miliardi nella scuola e nella ricerca.

I dati Ocse pongono l’Italia agli ultimi posti nel rapporto spesa per istruzione/Pil.
L’Istat ci ha ricordato che siamo passati dal 4% al 3,7% riducendo ancora di più la quota di ricchezza nazionale destinata all’istruzione (a fronte di una media europea del 5,1%).
Anche nel rapporto spesa per istruzione e resto della spesa pubblica siamo al 9,7% a fronte della media europea dell’11%.

I nudi numeri suonano come campanello di allarme. Non si tratta semplicemente di un problema di rientro dal debito pubblico che non consente di avere risorse adeguate, ma di qualità della spesa pubblica, e qui l’elenco delle spese improduttive, degli sprechi, delle incrostazioni burocratiche risulterebbe davvero lungo. Solo l’evasione IVA – per fare un esempio – è stata quantificata in 30 miliardi di euro, la manovra in atto è di 24 miliardi.

Troppa burocrazia e troppe carte rischiano di minare la scuola. Più volte – ha continuato Di Menna - abbiamo insistito con il Governo per una razionalizzazione e qualificazione della stessa spesa per l’istruzione, contestando e contrastando la semplice scelta dei tagli lineari che riduce la qualità, non fotografa la situazione reale e spesso, non elimina gli sprechi.

Il sindacato deve modernizzare la propria lettura di stato sociale, di attenzione ai giovani, alla loro occupabilità. Insistiamo sulla necessità di immissioni in ruolo sui posti vacanti. Va data stabilità e continuità didattica ai precari e approvato il decreto che prevede interventi integrati per quei precari che non hanno conferma dell’incarico.

Per dare rapida attuazione agli impegni assunti dai ministri Gelmini e Tremonti, in merito al decreto che dovrà disporre l’utilizzo del 30% delle economie ci siamo già attivati per fissare un incontro e aprire concretamente il confronto. Le somme individuate vanno certificate il più rapidamente possibile.

La Uil, confermando la disponibilità ad aprire un confronto sulla valorizzazione professionale, pone l’esigenza di far arrivare in tasca alle persone i soldi degli aumenti retributivi legati alla loro anzianità di servizio, considerando che a certificazione avvenuta le risorse necessarie per la copertura degli scatti di anzianità è di 900 milioni di euro a fronte di una previsione di disponibilità di 2 miliardi e 300 milioni.
 

torna alla pagina delle notizie