Da più di tre anni è negato un diritto fondamentale ad una categoria
di lavoratori impegnata nel formare i giovani cittadini ad inserirsi
in maniera qualificata nel mondo del lavoro.
Il diritto ad avere un dignitoso contratto che riconosca la loro
professionalità ed assicuri condizioni di lavoro decenti e
sostenibili.
Si tratta di ventimila lavoratori contrattualizzati e almeno
trentamila precari con contratti atipici - spiega Massimo Di Menna -
retribuiti prevalentemente attraverso risorse finanziarie pubbliche
gestite da privati. In molte regioni l’obbligo di istruzione passa
anche attraverso questo canale.
E’ il paradosso dei formatori al lavoro che non hanno essi stessi
riconosciuto il diritto ad un’equa retribuzione che sia adeguata
all’aumentare del costo della vita e ad un sereno esercizio della
professione.
Lo sciopero generale del comparto, che si articolerà dal 19 al 22
giugno, su due ore all’inizio di ogni turno di lavoro – sottolinea
il segretario della Uil Scuola - è la conseguenza dei comportamenti
irresponsabili di chi rappresenta i datori di lavoro al tavolo delle
trattative per il rinnovo contrattuale.
Ci dispiace veramente – conclude Di Menna – per i giovani in
formazione costretti a subire le conseguenze dell’azione di
mobilitazione nella parte conclusiva dell’anno formativo, che sarà
differita di qualche giorno: sarà comunque una lezione sul campo
dell’esercizio di rivendicazione dei diritti sindacali e di
democrazia.
Il personale: