11 Dicembre 2017

Turi: alternanza ha numeri importanti. Serve tagliando.

Oggi la firma dell’accordo tra Miur e UIL per i percorsi di alternanza scuola – lavoro al via dal 2018

La nostra proposta è quella di una alternanza ‘etica’.

Nell'incontro di oggi, la UIL e il MIUR hanno sottoscritto un protocollo di intesa nell’ambito del progetto di all'alternanza Scuola - Lavoro. La UIL mette a disposizioni le proprie strutture per accogliere gli studenti in alternanza.

Con questo protocollo il sindacato, invece, di limitarsi alle critiche, sceglie un ruolo propositivo. Elabora un progetto originale di "l'alternanza etica" basato sui valori di riferimento, propri di una organizzazione sindacale come la UIL che vuole affermare la cultura del lavoro dalla parte dei diritti, della sicurezza nei luoghi di lavoro. Con questa iniziativa vuole concorrere anche a trasferire competenze lavorative, attraverso i propri Uffici che operano nel sociale per dare servizi ai cittadini nell'ambito previdenziale e fiscale.

In particolare, intende inserire in questo quadro di regole, le attività che si stanno già sviluppando sul territorio, i seguenti punti fondanti:

a) considerare gli studenti persone da educare, piuttosto che lavoratori da utilizzare in attività non coerenti con il corso degli studi;

b) co-progettare l'inserimento in attività di alternanza con la scuola, rispettandone le indicazioni e l'autonomia didattica;

c) favorire la conoscenza del mondo del lavoro attraverso un approccio positivo;

d) utilizzare le esperienze dell’alternanza come supporto utile per orientare le scelte nella prosecuzione degli studi In questa sede, abbiamo presentato una specifica ricerca condotta dalla UIL Scuola che sostanzialmente conferma un quadro di luci ed ombre, che induce a consigliare di lasciare da parte le facili propagande.

Si propone, molto realisticamente, di fare una verifica (tagliando) al fine di rimediare ai diversi “coni d’ombra” che si sono manifestati, potenziando gli aspetti che, al contrario, si sono rivelati positivi.

Ci troviamo di fronte a numeri importanti che non possono essere sottaciuti o sottovalutati nella loro importanza, anche in termini di riduzione di attività curriculari. A nostro parere, serve introdurre una grande flessibilità, da graduare in relazione alle diverse realtà territoriali, alla responsabilità e all'autonomia della scuola che deve essa stessa protagonista ed interagire con le singole comunità di riferimento.

Occorre valutare anche come occorra una verifica che non può essere delegata a soggetti esterni alla scuola, ma assegnare questo compito di rendicontazione alla comunità scolastica e a quella più ampia di riferimento del territorio. Una sorta di corresponsabilità e di partecipazione attiva che prevengano le deviazioni che provengono dalla società e dal mercato.