22 Agosto 2017

Turi: flessione natalità e classi troppo numerose, paradosso italiano

ISTAT: in calo la popolazione scolastica

E' il momento di riallineare le nostre classi ai livelli precedenti ai tagli degli ultimi anni


Sono due le indicazioni che possiamo trarre dai dati Istat: quella oggettiva legata alla contrazione della popolazione scolastica, sia italiana che straniera e quella di sistema che vede in Italia le classi più numerose. Il dato incrociato porta a due condizioni negative - mette in evidenza Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola - una flessione della natalità a cui corrisponde un sistema di classi troppo numerose.

Il trend in flessione del numero degli alunni dovrebbe condurre - sottolinea Turi - alla soluzione di almeno un problema: riportare il numero di alunni per classe almeno ai livelli europei.

La denatalità e conseguente riduzione degli alunni, si scontra con un altro paradosso tutto italiano: il 60% circa dei docenti ha più di 50 anni, rappresentando i più anziani d'Europa. Anche il rapporto alunni /docenti è più alto rispetto alla media europea.

L'unico parametro sotto la media europea è la retribuzione che vede i docenti italiani all'ultimo posto solo dopo la Grecia. Sono tutti dati che portano a una constatazione chiara – spiega Turi - la politica scolastica degli ultimi anni, è stata completamente avulsa da elementi di programmazione e completamente delegata ai ministeri economici e alle politiche finanziarie dei tagli lineari e della riforma pensionistica. E' arrivato il momento di una inversione di tendenza a cui la politica è chiamata a dare risposte, a partire dal rinnovo del contratto con cui superare, almeno alcuni dei tanti paradossi del sistema scolastico italiano.