24 Marzo 2017

Ritrovare la bussola della scuola dell’autonomia

Dal convegno di Bari le prospettive per il cambiamento di una legge che non funziona


Una sala piena, con tutte le categorie della scuola e tanti dirigenti scolatici provenienti dalle diverse provincie pugliesi che hanno preso parte al convegno organizzato all’Elena di Savoia di Bari, sul tema “Dalle criticità della buona scuola al sistema di valutazione”. Gianni Verga, segretario regionale della Uil Scuola Puglia, nell’introdurre i lavori si è soffermato sulla legge 107, “entrata a gamba tesa nel mondo della scuola pubblica – ha detto - minandone l’autonomia.

La scuola ha smesso di essere libera di agire e di pensare. Siamo, allora, ad un bivio: o il personale della scuola, ivi compresi i dirigenti scolastici, accettano passivamente il modello di una civiltà basata sul sapere disinteressato e libero, sulla collegialità e sulla valutazione formativa autentica, oppure comprendono che è ancora possibile una sferzata di orgoglio, di dignità e di passione.

Enzo Fiorentino, segretario nazionale del dipartimento Area V della UIL Scuola, che ha moderato i lavori, ha dato la parola alla prof.ssa Anna Maria Poggi, docente di diritto costituzione e diritto pubblico presso l’università di Torino. [Nel link proponiamo il testo integrale della relazione della professoressa Poggi che ha tenuto una vera e propria lezione di diritto costituzionale].

“Siamo in un periodo confuso perché si è smarrita la bussola dell’autonomia – ha detto la professoressa Poggi - dal momento che la 107/15 sovrappone, meglio confonde, l’autonomia dei DS con quella della scuola. L’altro aspetto di pesante condizionamento dell’autonomia è rappresentato dal PTOF, considerato viepiù come percorso obbligato, che altera e muta il modello concettuale di scuola. La 107/2015 rende confusa la “governance” interna, interpreta il senso della comunità scolastica in senso inverso rispetto alla sua caratteristica di autonomia funzionale. Se vogliamo ridare fiato all’autonomia – ha detto in conclusione della sua relazione la professoressa Poggi da quel soggetto “comunitario” che dobbiamo partire nella sua interpretazione autentica e più adeguata ; in questo può giocare una partita importante il Sindacato con la contrattazione che può (ri) definire regole in senso di ridare fiato all’autonomia scolastica intesa come autogoverno della stessa.

Dopo gli interventi di saluto del dott. Mario Trifiletti, in rappresentanza dell’USR Puglia, e dell’assessore regionale per la formazione e l’istruzione, che ha ricordato nel suo intervento di aver impugnato, come Regione, la legge 107/15 avendo parole di apprezzamento per l’iniziativa della UIL per il suo contributo con idee innovative per il progetto Diritti a scuola, ha preso la parola il segretario generale, Pino Turi.

Solo la scuola statale, quella disegnata dalla costituzione e dell’autonomia, peraltro costituzionalizzata, può realizzare efficacemente la mission formativa che si realizza come funzione essenziale dello Stato e non come mero servizio – ha detto Turi. Per realizzare questo obiettivo prioritario è necessario rimettere sui binari giusti, quelli dell’autonomia, intesa come autogoverno delle istituzioni scolastiche – ha messo in chiaro il segretario generale della Uil Scuola - la locomotiva deragliata delle legge 107 che conduce alla burocrazia e al dirigismo ministeriale che, invece deve limitarsi a dare supporto e garantire la libertà di insegnamento/apprendimento.

La scuola, come organizzazione ad alta densità – ha continuato - diventa per questa via la sede privilegiata dove si insegna e si apprende liberamente e realmente, dove si conseguono valori propri della società democratica, come la libertà, l’eguaglianza, la giustizia, la responsabilità, la correttezza e il rispetto degli impegni. E’ soprattutto nella contrattazione collettiva - ha messo in chiaro Turi - che ciò deve avvenire: e cioè nel contratto nazionale e nella contrattazione collettiva integrativa che deve prendere forma e sostanza l’idea di comunità scolastica complessiva che elabora e si fa carico collegialmente del PTOF. In questo contesto è il contratto la sede più adatta a trattare e regolare i processi di formazione del personale, di innovazione organizzativa e didattica, inscindibilmente legati alla dimensione collegiale della scuola. In questa ottica, la valutazione dei dirigenti scolastici, del personale e più in generale del sistema scolastico, può trovare nella contrattazione, la necessaria condivisione con le dovute garanzie di equità ed imparzialità che la direttiva, un ossimoro rispetto all’autonomia, non può garantire.

Enzo Fiorentino, in conclusione dei lavori del convegno, nel ringraziare tutti i presenti, ha detto che la UIL Scuola affida una grande funzione ai corpi sociali intermedi, che sostengono il gioco democratico, e tra essi, in particolare, la scuola, da porre sempre più al centro della “questione” italiana, istituzione formativa ed educativa per eccellenza, che offre strumenti di dialogo ed occasioni per assumere responsabilità quali il momento storico richiede. La scuola statale è, e rappresenta, garanzia di laicità, un segno di vitalità e validità verso il confronto delle idee libere e delle scelte aperte di una società multietnica e pertanto plurale.