21 Dicembre 2016

TFA per il sostegno

Per docenti già abilitati. Prevista una prova preselettiva

Uil: frammentato il modo in cui la formazione dei docenti specializzati ed il loro reclutamento viene affrontato. Manca un disegno organico e un confronto sui singoli temi.


Il Miur ha diramato un decreto con cui attiva un percorso di TFA per il sostegno. Il decreto è rivolto alle Università che, entro il 19 dicembre dovranno predisporre l'offerta formativa dei corsi con l'indicazione del dei posti disponibili, distinti per ordini e gradi di scuole. Potranno accedere ai corsi i docenti già in possesso di abilitazione che dovranno sottoporsi ad una prova preselettiva consistente in una prova scritta ed una orale.

La UIL Scuola, a tal proposito, evidenzia i seguenti elementi di riflessione: i tempi di pubblicazione del decreto si presentano quantomeno problematici per una selezione delle università che sia capace di presentare la propria offerta, a meno che non sia tutto predefinito in una procedura già predisposta, in barba ai più elementari principi di correttezza e trasparenza.

L'esigenza di garantire i processi di integrazione degli studenti diversamente abili, attraverso docenti adeguatamente formati, viene affrontata, ancora una volta, senza alcun confronto e in assenza di un quadro di riferimento organico e complessivo del sistema di integrazione che pure la legge 107 avrebbe voluto introdurre fin dalla sua pubblicazione.

Rappresentiamo in ciò, il disappunto per la frammentazione con cui il tema della formazione dei docenti specializzati ed il loro reclutamento, viene affrontato, al di fuori di ogni soluzione al problema più generale dell'assorbimento del precariato e della valorizzazione delle esperienze e delle competenze acquisite sul campo dai tanti docenti in possesso di abilitazione, sia se inseriti nelle GAE sia se esclusi da queste.

La UIL ritiene che la questione venga discussa in un incontro urgente con il Miur nel quale affrontare le diverse questioni rappresentate con particolare riferimento alla valorizzazione della professionalità dei tanti docenti che in questi anni si sono fatti carico di dare continuità formativa relativa all' integrazione scolastica, anche se prestato senza titolo, ha acquisito un bagaglio di esperienza che non può andare disperso.

Da qui la necessità che il ministero assuma un ruolo di gestione e raccordo con le università interessate, al fine di garantire equità e sostenibilità economica dei corsisti, degli aspiranti tali e delle loro famiglie.