L'esperto Risponde
LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU' FREQUENTI DI INTERESSE GENERALE
18 Dicembre 2013

Il Sindacato “A” indice una assemblea in una scuola. Nei tempi e nelle modalità definite dall’art. 8, c. 7 del CCNL, il Sindacato “B” presenta la richiesta di assemblea per la stessa data e la stessa ora. Premesso che nella scuola c’è un solo locale disponibile, cosa succede se i due Sindacati non concordano una assemblea congiunta? Il Dirigente può imporla? O può decidere lui quale sindacato può svolgere l’assemblea? Ed in base a quali criteri? Perché  non prevale il Sindacato che vanta più iscritti?


L’organizzazione e lo svolgimento dell’assemblea è una materia di competenza esclusiva:
1. del personale (che ha diritto –durante l’orario di lavoro- a partecipare per 10 ore all’anno senza decurtazione dello stipendio);
2. delle Organizzazioni Sindacali (che hanno il diritto di indirle).
Il Dirigente scolastico non ha poteri decisionali, ma si limita a garantire il rispetto delle regole ed il necessario supporto organizzativo; in particolare il dirigente:
• concorda con le Organizzazioni Sindacali promotrici il locale dove tenere l’iniziativa;
• fa conoscere a tutto il personale la notizia affiggendo la indizione dell’assemblea all’albo della scuola nello stesso giorno in cui riceve la comunicazione;
• raccoglie le adesioni di partecipazione dei lavoratori sia ai fini del computo delle 10 ore individuali di partecipazione che spettano a ciascuno, sia per predisporre gli eventuali adattamenti del servizio scolastico.
Le modalità di svolgimento dell’assemblea, l’Ordine del Giorno, la partecipazione di persone esterne alla scuola, la decisione di organizzare una unica assemblea congiunta o assemblee separate spetta unicamente alle Organizzazioni Sindacali.
Alla luce di queste premesse, la lettura dell’art. 8, c. 7 del CCNL non lascia alcun dubbio:
se il Sindacato “A” indice una assemblea e nelle 48 ore successive il Sindacato “B” chiede a sua volta una assemblea nello stesso giorno e nella stessa ora, i due Sindacati o “concordano un'unica assemblea congiunta”, oppure svolgono assemblee separate “nei limiti consentiti dalla disponibilità di locali”.
Ne consegue che se  il locale disponibile è uno solo, non c’è dubbio che esso deve essere assegnato al Sindacato “A” che ha indetto per primo l’assemblea.
Ad ulteriore conferma, si considerino anche i termini usati nel c. 7 dell’art. 8:
• il Sindacato “A” non chiede di svolgere una assemblea, ma la “indice”, e la semplice indizione basta a dare la certezza del diritto a svolgerla;
• il sindacato “B”, invece, “nelle successive 48 ore, può presentare richiesta di assemblea nello steso giorno e nella stessa ora”; la richiesta non dà alcuna certezza, perché deve essere prima verificata e poi (eventualmente) accolta solo nel caso in cui si verifichi una delle due condizioni chiaramente esplicitate nel testo del CCNL:
1. se viene concordata un'unica assemblea congiunta;
2. oppure nei limiti consentiti dalla disponibilità di locali.
Se manca l’accordo per svolgere un’unica assemblea ed è disponibile un solo locale, la richiesta del Sindacato “B” non può essere accolta, e l’assemblea spetta al Sindacato “A” che ha indetto l’iniziativa.
Il numero degli iscritti serve unicamente a misurare il livello di rappresentatività dei Sindacati, e non a determinare una scala gerarchica; le Organizzazioni che raggiungono il livello di rappresentatività stabilito dalla legge hanno pari dignità.