
Data: 18 aprile 2008
Servizio: Politiche del lavoro
Oggetto: Corte di Cassazione sentenza 9812/08
La
sentenza della Corte di Cassazione n°9812/08 (sez. lavoro) rigettando il
ricorso di una azienda esercente l’attività di call-center, ha ribadito che
l’elemento decisivo che differenzia il lavoro autonomo
da quello subordinato è
“l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di
controllo del datore di lavoro ed il conseguente inserimento del
lavoratore in modo stabile ed esclusivo nell’organizzazione aziendale”.
La Cassazione ribadisce inoltre che sono da considerarsi “indici sintomatici della subordinazione” “l’assenza del rischio d’impresa, la continuità della prestazione, l’obbligo di osservare un orario di lavoro, la cadenza e la forma della retribuzione, l’utilizzazione di strumenti di lavoro e lo svolgimento della prestazione in ambienti messi a disposizione dal datore di lavoro”.
Infatti la sentenza interviene anche in favore di lavoratori che non svolgevano il lavoro di “telefonisti” e per i quali la corte ha ritenuto sussistente la subordinazione “per il fatto che erano tenuti ad osservare un orario, che dovevano giustificare le assenze, che si avvalevano di materiali forniti dalla società e che si dovevano attenere alle direttive del datore di lavoro.
La sentenza della Cassazione, che si pronuncia su fatti risalenti al 1997, rafforza le indicazioni del Ministero del Lavoro, in materia di contrasto alla elusione dei rapporti di lavoro subordinato, contenute all’interno delle circolari n° 4 del gennaio 2008 e n°15 del marzo 2008, di cui alle nostre precedenti comunicazioni, e che potete consultare sulla pagina web del Servizio politiche del lavoro.
Il Segretario Confederale UIL (Guglielmo Loy)