UNIONE ITALIANA DEL LAVORO                                                   

 

Data:       05 febbraio 2008                                     

Servizio:  Politiche del lavoro                                                        

Oggetto:  Collaborazioni a progetto                                                          

            

Testo circolare

                                                

La Direzione Generale per l'attività ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con l’emissione della circolare n°4 del 29 gennaio u.s., ha fornito le proprie indicazioni riguardanti le collaborazioni coordinate e continuative nelle modalità a progetto di cui agli artt. 61 e ss. del Decreto Legislativo n. 276/2003.

 

La circolare, nella sua stesura definitiva, non differisce nella sostanza dalla bozza già inviata ed analizza una serie di “indici sintomatici” dalla cui verifica potrà evidenziarsi la genuinità o meno del contratto a progetto.

 

Innanzi tutto assume valore decisivo per l’individuazione del progetto la forma scritta del contratto, che non potrà limitarsi a descriverne il mero svolgimento, elencando le mansioni affidate al collaboratore, ma dovrà dimostrare la specificità del progetto stesso, che non potrà coincidere totalmente con l’attività principale e/o accessoria dell’impresa.

 

Andranno attentamente valutate le modalità di inserimento del collaboratore nel contesto aziendale, con particolare riguardo alle forme del coordinamento che dovranno essere individuate nell’accordo contrattuale e il cui contenuto non dovrà prevedere prestazioni di carattere elementare e ripetitivo, difficilmente compatibili con un’attività di carattere progettuale.

 

Inoltre andranno verificati, fermo restando il necessario collegamento funzionale con la struttura organizzativa del committente,  i margini di autonomia in capo al collaboratore e l’assenza di qualsiasi manifestazione di un potere disciplinare, anche sanzionatorio, in capo al committente stesso.

 

Infine la circolare, nel ribadire la necessità di esaminare attentamente i criteri per la determinazione del compenso, che non dovrà essere legato esclusivamente alla durata del progetto ma  riferibile anche al risultato contenuto nel progetto stesso, invita a valutare con attenzione anche  eventuali  proroghe non giustificabili o i rinnovi di identici progetti.

 

La parte finale della circolare è dedicata  alla elencazione di particolari attività che “risultano incompatibili” con quella del contratto a progetto che, “ove non sia dimostrato l’elemento essenziale di una autentica e concreta autonomia”, andranno ricondotte nell’ambito del lavoro subordinato.

 

Le istruzioni contenute nella circolare saranno alla base delle verifiche ispettive che partiranno dal 1 marzo prossimo e non è da escludere, attraverso specifici provvedimenti amministrativi, un ulteriore intervento sull’utilizzo delle collaborazioni a progetto negli istituti scolastici privati, parificati e legalmente riconosciuti, cui fa riferimento sia la circolare che alcune anticipazioni, fatte alla stampa, del direttore generale per l’attività ispettiva Massimo Pianese.

                                                                                   

                                                                                   Il Segretario Confederale UIL                                                                                                                                                                                                        (Guglielmo Loy)