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EDITORIA

ArtEuropa è un editore che opera in sintonia con una delle finalità dell’UNS, Unione Nazionale Scrittori e Artisti, e cioè quella di offrire agli scrittori uno strumento per esprimersi. Nel nostro tempo la possibilità di espressione dello scrittore è pregiudicata da una serie di difficoltà che vanno dal rapporto frustrante con l’editore, al vuoto del mercato librario, che è gestito da variabili indipendenti dal valore dell’espressione in sé, alla scarsa abitudine alla lettura e all’acquisto dei prodotti librari.

ArtEuropa non ha scopo di lucro e consente agli scrittori che presentino capacità espressive dignitose di produrre le proprie opere.  
 

 

ArtEuropa - Catalogo

E’ organizzata in tre collane di poesia e narrativa:

  • Collana diretta da Stanislao Nievo.

  • Collana diretta da Antonio Piromalli:

  • Collana "Il pane, le rose, le spine", diretta da Natale Antonio Rossi.

* Clelia Montella, Il Vento dell'apparenza, pref. di Antonio Piromalli, poesia, pp. 68. 

Clelia Montella "non depreca, non impreca; rappresenta ciò che rimane dell'accaduto.  Il merito di Clelia Montella  - scrive Piromalli - è quello, nell'avere disegnato in poesia e con i mezzi della poesia, di avere anche fatto vedere lo sfondo su cui si muove "il vento dell'apparenza": un mondo in cui sono moltiplicati gli ingranaggi della vita sociale...".

Collana diretta da Antonio Piromalli - Poesia

* 2. Fernanda Spigone, L’amore, il filo, il tempo, poesia, pref. di Natale Antonio Rossi, pp.88.

"I sentimenti, gli affetti, la ricerca concreta di sé (non del sé) e dell'altro esplicita, quasi a voler scoprire il segreto della vita, proposti con chiarezza (enunciata ad alta voce) e limpidezza del verso, sono soffusi da un sentimento del conchiudersi, della fine del morie: 'Eppure torni Natale/tra sospiri di morte e di violenze'. Così sono i versi di Fernanda Spigone e appena tenti di renderteli amici, di farli tuoi per capirli, t'accorgi che hai lasciato altro qualcosa che forse doveva essere rilevato per primo...

Collana "Il pane, le rose, le spine" diretta  da Natale Antonio Rossi, poesia.

* 1. Carlo Livia, Torre del silenzio, pref. di Luciana Gravina, poesia, pp. 68.
                                    

"Il luogo della poesia di Carlo Livia, è riferito ad una terra di esilio iscritta in una eccentrica megametafora del sogno in cui, sebbene in condizione onirica, la vita è densa, piena, reale e la storia scorre con avvenimenti forti e precisi che si definiscono attraverso atmosfere incalzanti sboccianti l'una dall'altra, senza tregua in un processo semantico generativo caratterizzato da molteplici piani di significazione contenutistica e retorico - formale".

Collana "Il pane, le rose, le spine" diretta  da Natale Antonio Rossi.

* Luciana Gravina, M’attondo il giorno, pref. di Natale Antonio Rossi, poesia, pp.68.

        

In copertina:
Vanni Rinaldi, Orpheus, acquaforte, acquatina, puntasecca, 50x70.

"L'orizzonte che il testo di Luciana Gravina apre e delimita si configura come uno spazio strano, popolato di fantasmi di vita e sfaccettature dell'io impersonato da figure ineludibili in una concettualità fortemente intrisa di immaginazione[...] La scrittrice configura una sorta di 'regno intermedio' di ciò che è e che potrebbe essere[...] Lo sforzo quindi è di rendere figurabile, (poetabile) ciò che è infigurabile" attraverso  "l'uso di forme e modi che pur appartenendo al pensiero abituale, danno adito a una sorta di ricambio, di pervertimento delle parole e delle maniere sintattiche".

Collana "Il pane, le spine, le rose" diretta  da Natale Antonio Rossi.

* Maria Paola Langerano, Sassi e Marinai, pref. di Natale Antonio Rossi, poesie.

  

Collana "Il pane, le spine, le rose" diretta  da Natale Antonio Rossi.

* Gilda Elvira Ferrari, Graffiti e il peplo azzurro dello Jonio, pref. di Luciana Gravina, poesia, pp. 110.                              

In copertina:
Alberto Gasparri, Riva Mediterranea, 1976, olio su tela, cm 50x70.

Lo stile di Gilda Elvira Ferrari è caratterizzato "dal piccolo respiro del verso breve..che si mantiene saldo ed elastico per tutta la silloge[...] I testi della Ferrari sono "apparentemente stretti ad una tradizione ermetica, ma alla luce di una più analizzata essenza, si propongono sicuramente attuali per il processo di destrutturazione linguistica di stilemi consolidati il cui processo appartiene ad una particolare condizione esistenziale[...]Qui confluiscono le strade che la poetessa ha percorso nella vita e nella scrittura e specularmente si rivela la concezione del tempo e dell'amore, la passione vissuta come esaltazione e annullamento, la noia, intesa come ripiegamento offeso dell'essere e l'attaccamento rasserenato alla luce del giorno, ai colori della vita, la rarefazione del sogno che approda all'ironia come ultima spiaggia". 

Collana "Il pane, le spine, le rose" diretta  da Natale Antonio Rossi, poesia.

* 1. Gaetano Tanzi, Schegge di follia, pref. di Stanislao Nievo, racconti, pp. 128.                                      

  
In copertina:
Disegno di Gaetano Tanzi.

"Lo sforzo dello scrittore appare sempre ben concentrato sulla ricerca della concretezza del reale, per cui i fatti sono spesso sostenuti da riferimenti storici, incastrati in luoghi orlati di particolari, anche geografici, in cui i personaggi si muovono, vivono, piangono e ridono, soffrono e gioiscono in una apparente normalità, che diventa strabiliante non appena ci si rende conto che spesso lì la vita è sogno..." Nei  racconti  di Tanzi emerge "la capacità di "osservare e capire l'essere umano, e sospenderlo nella scrittura secondo un'angolatura del tutto personale che mescola la grande storia della quotidianità, entrambe palcoscenico di quella commedia umana fatta di passione e di ragione, di pietà e di odio, di eros e tanatos".

Collana "Il pane, le spine, le rose" diretta  da Natale Antonio Rossi, racconti.

* Mariella Felli, La ragazza di via della Penna, pref. di gaspare Barbiellini Amidei, romanzo, pp.172.  

     
In copertina:
Disegno di Bruno Salvini.

Mariella Felli, attraverso la figura di una donna, Elena, rilegge la storia di tre generazioni. Il romanzo, ambientato a Roma, evoca "le sue vie, i suoi mestieri e la sua gente[...] Operai artigiani, sarte e commesse, signore della borghesia nel loro oscillare fra l'Urbe e il contado hanno costruito una memoria comune che in queste pagine si può rintracciare, tornare ad amare.Talvolta le strade  sono ancora quelle, a notte o nell'estivo diradarsi delle folle, Roma torna quella della ragazza di Via della Penna. Colpiscono l'ingenuità forte di ogni pagina, il candore dei sentimenti e il rigore delle fedeltà. Romanzo drasticamente antimoderno e a suo modo minimalista, ha un pudore che diventa implicitamente polemica nei confronti dei costumi moderni".

Collana "Il pane, le spine, le rose" diretta  da Natale Antonio Rossi, romanzo.

Biagio Giuseppe Faillace, Il profumo della vita, pref. di Massimo Nardi, poesia, pp. 128.

In copertina:
Alberto Gasparri, Paesaggio Mediterraneo, 1987, Olio su tela, cm 100x70.

"La poesia di  Fallace non è mai uno sfogo lirico fine a se stesso, ma quasi sempre un sofferto strumento dialettico che introduce e alimenta la riflessione amara sulle cose della vita". La poesia in Faillace si costituisce quale "argine per canalizzare i pensieri ed impedire che la violenza delle sensazioni possa pregiudicare il 'profumo della vita':  lo strumento attraverso il quale l'equilibrio interiore, costantemente messo a repentaglio dall'avvicendarsi degli eventi, ritrova una sua naturale ragione d'essere".

Alberto Gasparri, I Love America, Catalogo Mostra, Metropolitan Museum, New York, 1970.

 

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