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Teatri lirici d’Europa: Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles e i direttori italiani La crisi dei teatri o degli enti lirici italiani sia per quanto riguarda sovvenzioni e contributi, sia in merito al calo di pubblico, pesa sulla situazione italiana della lirica e sul balletto. Le ragioni sono molteplici, pur se molte di esse sono da ricondursi alla crisi economica mondiale e a quella italiana specificamente. In controtendenza tuttavia sono i successi che vengono registrati dai teatri lirici dei Paesi europei. E non deve far meraviglia se in alcuni di questi teatri gli esiti favorevoli sono dovuti ad italiani che svolgono in quelle sedi ruoli e funzioni importanti e di prestigio. Si vedano qui di seguito alcuni esempi: Parigi. Cinque teatri mettono in scena opere liriche. Innanzitutto l’Opéra che programma nei due teatri di Garnier e Bastille. E poi l’Opéra Comique con due teatri: Champs Elisées (specializzato nel barocco) e Chatelet che mette in scena i musical storici. La maggiore stranezza di tali programmazioni è il raffronto (anche con l’Italia) tra opera lirica e balletto. Infatti su un totale di 361 spettacoli all’anno, ben 169 sono di balletto, mentre 176 sono opere liriche. Italiani impegnati nelle messe in scena sono Giancarlo Del Monaco, figlio del tenore Mario, e Bruno Mantovani impegnato nella messa in scena di un lavoro dedicato alla poetessa russa Achmatova. Londra. I successi dell’opera lirica nella capitale londinese, fondati sulla passione degli inglesi per il genere, è dovuto al direttore italiano Antonio Pappano. Infatti, oltre ad essere un direttore d’orchestra di qualità indiscussa, cura in modo particolare la sua funzione di direttore artistico della Royal Opera House, pur dividendosi con l’Accademia di Santa Cecilia a Roma e allestendo opere per la Scala di Milano (dove nel 2012 arriverà una bellissima Manon con la regia di Pelly, coprodotta con la Scala). I dipendenti impegnati nella Royal Opera House e nel Coven Garden sono oltre 1.000 e mettono in scena più di 310 spettacoli all’anno (313 nel 2011), che sono così distinti: 157 opere liriche e 134 di balletto. Poiché l’orchestra del Royal è ritenuta di livello non elevatissimo, sopperisce una grande attenzione per la regia teatrale, in linea con l’essere Londra la capitale dove si fa il miglior teatro del mondo e dove crescono i migliori attori di teatro. Il regista di spicco è David Mc Vigar che ha curato Figaro e Salomè, e poi una grande Aida e la nuova edizione dell’Adriana Lecouvrer e un bellissimo Flauto Magico. Non si dimentichi che il panorama degli spettacoli londinesi si completa con l’English National Opera, il teatro che mette in scena la traduzione in inglese di opere di autori di tutto il mondo ed ha un giovane music director , Edward Gardner. Berlino.
Dirige la Deutsche Opera la sig.ra Harms, orgogliosa di aver aumentato gli incassi nelle ultime stagioni di 2 milioni di euro e di aver conseguito tale risultato senza l’aiuto di privati (la crisi ha falcidiato le sponsorizzazioni) e senza l’ausilio di strategie di potere. Bruxelles. Nonostante che il Belgio abbia un notevolissimo debito pubblico, non riesca da mesi a formare un nuovo governo e le tensioni linguistiche abbiano raggiunto livelli altissimi, l’opera lirica sembra conservare il proprio successo. Il Teatro La Monnaie di Bruxelles, con la direzione di Helmut Haenchen, riesce a ottenere notevoli successi grazie all’impegno e alla coesione degli artisti e dei tecnici. Le recite sono state sempre con posti esauriti, come le conferenze per la messa scena di “Parsifal” che ha visto impegnati sia Nike Wagner, nipote del compositore, che il filosofo Alain Badiou. Sovrintendente dal 2007 del Palafenice di Liegi è Stefano Mazzonis che ha vinto il concorso per la direzione. Il suo contratto prevede anche la messa in scena di opere, l’ultima delle quali è stata L’inimico delle donne opera buffa di Baldassare Galuppi, compositore del ‘700, amico di Carlo Goldoni. Il successo ha assicurato finanziamenti per i prossimi tre anni. (notizie da “La stampa”).
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