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Pirateria: negli USA si cambia. I provider fanno sul serio. Il calcolo che è stato fatto è che negli Stati Uniti costa 58 miliardi di dollari e 373 mila posti di lavoro il mercato dell’illegalità via internet. I provider vogliono stroncare questo mercato e hanno preso dei provvedimenti in proprio dapprima rallentando i siti che scaricano e poi fermandoli del tutto. E la decisione è solo loro, sarà il provider a notificare l’infrazione all’utente e non ci sarà una polizia postale a vigilare. Ci sarà invece un provvedimento del provider articolato in sei fasi: dalla prima notifica in cui viene comunicato che l’utente è stato “beccato” fino al rallentamento e poi al blocco del sito. Il ricorso ai sei gradini è un accorgimento utile secondo i provider a documentare le infrazioni ai contratti che vengono accettati dagli utenti. Tutto ciò è dovuto all’accordo che è intervenuto tra le grandi compagnie di intrattenimento e i provider. Da un lato le majors del film e della musica quali Universal, Fox, Sony, Emi, Warner, Disney e dall’altra i grandi delle Internet Service Provider degli USA e cioè AT&T, Verizon, Cablevision, Concast, Time Warner Cable. La Casa Bianca e il Governatore di New York hanno dato il loro consenso. Il tutto è stato possibile poiché, quando tre anni fa si è provveduto ad oscurare i siti pedopornografici, si è capito che si poteva provvedere anche contro coloro che scaricavano musica e film. In realtà la ragione del cambiamento sta soprattutto nel fatto che produttori e distributori di contenuti sono divenuti provider (o viceversa) e quindi non hanno interesse che si scarichino files gratuitamente.
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