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L’Accademia Nazionale di Danza di Roma in conflitto d’eredità

L’Istituto di danza dell'Aventino a Roma fu fondato dalla ballerina Eugenia Borissenko (che si faceva chiamare Jia Ruskaia, cioè ”sono russa”) mediante un lascito che, nel 1970, consisteva in terreni all’Argentario, fabbricati all’Aventino, quadri, opere d’arte e sculture in marmo e bronzo, libri e soldi pari a 561 milioni di lire. Oggi l’Accademia ha dissolto i capitali, sono scomparsi i beni mobili e immobili, è rimasta senza soldi ed ha un’insolvenza di 8oomila euro.

Il suo capitale morale, tuttavia, è costituito da 700 allievi. Le case dell’Aventino sembra che ci siano ancora: una abitata dalla direttrice (a lei affittata a 721 euro mensili). Di diverso avviso sono il Presidente dell’Accademia Bruno Borghi e la direttrice Margherita Parrilla (che da 15 anni è la direttrice in forza di una norma statutaria), i quali fino a poco tempo fa erano anche a capo della Fondazione. Oggi ci si domanda dove siano finiti i capitali costituiti anche da quadri di Depero, Boldini, Michetti ecc.. C’è chi sostiene che siano spariti e chi invece dice che siano in Accademia. E adesso la sede è sotto sequestro ed è intervenuta la Prefettura, che ritiene che la Direttrice abiti in una casa della Fondazione “per un canone che non sembra quello che il mercato della zona richiederebbe a un privato cittadino”.


 

 

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