DIRITTI & DOVERI
FESTIVITA' - FERIE

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Agli effetti della legge n° 370 del 22 Febbraio 1934, sono considerate giornate festive tutte le domeniche oppure i giorni di riposo compensativo, quando vi sia l'obbligo per il lavoratore di prestare il suo normale turno di lavoro durante le domeniche. Di norma il riposo settimanale coincide con la domenica, salvo casi eccezionali (es. addetti a ciclo continuo, addetti alla salvaguardia del patrimonio aziendale, ecc. )
GIORNI FESTIVI
  • Agli effetti della legge n° 260 del 27 maggio 1949 e della legge n° 54 del 5 marzo 1977, sono considerati giorni festivi:
    1. La Domenica
    2. Capodanno 1° Gennaio
    3. Epifania 6 Gennaio
    4. Pasqua Mobile #
    5. Lunedì dell'Angelo Lunedì dopo Pasqua
    6. Anniversario della liberazione 25 Aprile
    7. Festa del lavoro 1 Maggio
    8. Assunzione 15 Agosto
    9. Ognissanti 1 Novembre
    10. Immacolata Concezione 8 Dicembre
    11. Santo Natale 25 Dicembre
    12. Santo Stefano 26 Dicembre
    13. Santo Patrono
La norma di legge stabilisce che tutte le festività, eccettuate le domeniche, debbano essere pagate 1/6 dell'orario settimanale, cioè 6 ore e 40 minuti (6,67). Appare evidente che al pagamento delle festività non lavorate, il lavoratore ne subisca una riduzione, dato che la giornata retribuita per intero avrebbe un valore di 8 ore.
Moltissime, nel tempo, sono state le controversie al fine di calibrare lo scompenso, anche in virtù di quanto stabilito dalla legge 260 del 1949, che prevede il pagamento di una retribuzione corrispondente all'aliquota giornaliera, perciò al lavoratore spetterebbe la stessa quota di salario come se avesse lavorato.
Attualmente l'impostazione adottata e accettata dalla giurisprudenza è che: per le festività cadenti in giornata di lavoro, sarà corrisposta l'intera quota di retribuzione come se il lavoratore avesse lavorato (8 ore); per le festività cadenti in giornata di riposo (sabato e domenica) al lavoratore spetterà 1/6 della retribuzione settimanale (6 ore e 40 ovvero 1/26).
FESTIVITA' SOPPRESSE
  • per gli effetti della legge 5 marzo 1977 n° 54 non sono più considerati festivi, agli effetti civili le festività religiose:
    S. Giuseppe (19 marzo);
    Ascensione (mobile);
    Corpus Domini (mobile);
    SS. Pietro e Paolo (29 giugno).
    In sostituzione delle 4 Ex Festività i lavoratori usufruiscono di 4 gruppi di 8 ore di permessi individuali retribuiti.
    La celebrazione delle 2 Festività Nazionali del 2 Giugno (festa della Repubblica) e 4 Novembre (Festa dell'Unità Nazionale), sempre per effetto della stessa legge, hanno luogo rispettivamente la prima domenica di giugno e la prima domenica di novembre.
    Il trattamento economico di dette 2 festività sarà quello previsto per le festività cadenti in domenica ( 6,67 ore o 1/26)
    Con la legge del 20 novembre 2000 n° 336, a partire dal 2001 è stata ripristinata la Festa Nazionale della Repubblica del 2 giugno, pertanto detta festività si va ad aggiungere alle Festività al precedente paragrafo.
FERIE
  • Il diritto del lavoratore a ferie annuali retribuite è riconosciuto dall'art. 36 della Costituzione, che ne afferma l'irrinunciabilità, e dall'art. 2109 del Codice Civile.
    Le ferie hanno lo scopo di soddisfare necessità fisiche, di ripristino delle energie, nonché esigenze di carattere ricreativo, culturale e di qualità di vita del lavoratore
  • Per ogni anno di servizio il lavoratore, ha diritto ad un periodo retribuito di ferie, la cui durata è prevista dai CCNL (mediamente un mese) e possono variare anche nello stesso settore in relazione alla categoria e all'anzianità di servizio.
  • Il periodo di godimento delle ferie, possibilmente continuativo, è stabilito dal datore di lavoro, che deve tener conto oltre che delle esigenze aziendali anche di quelle del dipendente. Lo spostamento del periodo prefissato delle ferie deve essere comunicato con congruo anticipo. Il lavoratore che ha maturato un'anzianità di servizio inferiore ad un anno ha comunque diritto ad un periodo di ferie proporzionato ai mesi lavorati.
  • Il diritto alle ferie matura anche durante le sospensioni dal lavoro quali: malattia, infortunio, maternità obbligatoria, congedo matrimoniale. Non sono invece considerate utili alla maturazione del diritto le assenze facoltative per maternità, i congedi parentali e facoltativi, più in generale tutte le sospensioni dall'attività lavorativa dipendenti dalla volontà del lavoratore.

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