SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO. DICHIARAZIONE DI LUIGI ANGELETTI SEGRETARIO GENERALE UIL

E' pienamente riuscita la manifestazione organizzata a Napoli in occasione dello sciopero generale di otto ore dei lavoratori del pubblico impiego indetto da Cgil Cisl e Uil. Davanti a circa 4.000 lavoratori -convenuti nella centralissima Piazza del Gesù nonostante il freddo e un accenno di nevischio- il Segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha concluso il comizio nel corso del quale sono intervenuti anche delegati e lavoratori di varie realtà meridionali del pubblico impiego.
Al centro della protesta, la rivendicazione di risorse per il rinnovo dei contratti nazionali e la difesa dell'occupazione e dell'articolo 18.
"I lavoratori del pubblico impiego -ha detto Angeletti- hanno diritto ad ottenere incrementi salariali che ne salvaguardino il potere di acquisto e che ne riconoscano e valorizzino la professionalità. Un paese che vuole crescere ha bisogno di un'amministrazione pubblica efficiente che investa sui lavoratori. Il Governo invece sta mettendo in atto una politica che tende a impoverire e a destrutturare il settore anche dal punto di vista occupazionale. Ciò è inaccettabile ed è contrario ad una logica di modernità e sviluppo".
Immediato è stato quindi il riferimento anche al tema dell'articolo 18. "Quella norma -ha proseguito Angeletti- non ha nulla a che vedere con la flessibilità e la crescita dell'occupazione. L'articolo 18 consente semplicemente a chi è stato licenziato senza causa di essere reintegrato nel proprio posto di lavoro. Chi vuole la sua modifica cerca solo di spostare potere a favore dei datori di lavoro e di trasformare i lavoratori in sudditi. Noi dunque continueremo la nostra battaglia sino a quando il Governo non cambierà la propria opinione. Ed il Governo -ha sottolineato Angeletti- è destinato a perdere questa partita perchè dando ascolto alla Confindustria sta suscitando la contrarietà di milioni di cittadini. Non vorremmo -ha incalzato Angeletti- che l'Esecutivo finisse per essere succube della Confindustria anche sul tema delle pensioni: aveva dato un segno di autonomia ascoltando le ragioni del Sindacato ma ora, dopo che la Confindustria ha alzato la voce, sembra intenzionato a frenare. La riforma delle pensioni -ha concluso Angeletti- ha funzionato e non occorre più alcun taglio: servono solo misure per incentivare, chi volontariamente lo volesse, a proseguire nella sua attività".

Roma, 14 dicembre 2001 Ufficio Stampa Uil

 

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