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COMUNICATI STAMPA

Tfr e previdenza complementare: comunicato
della UIL Nazionale

La UIL ha esaminato il testo rielaborato dal Ministro del Welfare trovandolo più rispondente ai principi di unicità delle regole per tutta la previdenza complementare e agli obblighi di trasparenza per chi vuole competere nel settore fruendo di agevolazioni a carico della collettività per una finalità sociale e non finanziaria. Unicità delle regole e trasparenza che sole garantiscono una concorrenza leale nel mercato della previdenza, tanto a sproposito evocato, e che la COVIP dovrà attentamente garantire per evitare che condizionamenti dettati dalla necessità di credito, da parte delle imprese in specie piccole, incidano sulla libertà dei comportamenti dei lavoratori.

Permangono tuttavia necessità di ulteriori correzioni per evitare che alcuni elementi di ambiguità costituiscano fattori di confusione a danno della certezza delle regole.

In particolare la UIL chiede:

a) l’omogeneità di linguaggio nel testo del Decreto al fine di evitare ambiguità interpretative –sicuramente involontarie - che finiscono con il favorire interessi speculativi rispetto a quelli previdenziali;

b) lo stralcio della normativa tecnica del trattamento fiscale delle prestazioni previdenziali confermando però nel testo il principio agevolatorio per la prestazione previdenziale che è principio ancor più apprezzabile per non essere contenuto nella delega, per evitare che le agevolazioni non armonizzate con le regole ordinarie fiscali non divengano penalizzanti per i redditi medio-bassi. Va recuperato invece quanto nella delega è previsto a favore del risparmio previdenziale sul trattamento fiscale dei rendimenti annuali dei fondi, rispondendo così ad un equo equilibrio dei benefici;

c) il completamento del testo superando le incognite sulle modalità di funzionamento del Fondo di Garanzia e sulla copertura finanziaria delle compensazioni.

La UIL rileva infine:

- l’eccessivo uso della modalità del riscatto in caso di perdita di lavoro, per periodi più o meno lunghi, sostituendo in tal modo il mancato rispetto degli impegni sulla nuova disciplina degli ammortizzatori, con un utilizzo improprio del capitale previdenziale, unendo così al danno di una disoccupazione non coperta da ammortizzatori sociali, la beffa di una riduzione della futura prestazione previdenziale.

La UIL, in ogni caso, darà il proprio giudizio dopo la riunione con gli altri 22 firmatari dell’avviso comune e comunque in presenza di un testo completo nei contenuti e certo nelle sue regole e per questo ritiene opportuno sin d’ora sottolineare la necessità di un incontro conclusivo con il Ministro del Welfare prima del Consiglio dei Ministri che approverà il testo definitivo del decreto attuativo.

Roma, 16 settembre 2005

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