| INTERVISTE
Angeletti: i soldi? Basterebbe colpire l’evasione
fiscale
Il leader della Uil indica come trovare le risorse.
Non si può fare un confronto con il settore privato,
hanno un altro contratto
"Non è un problema di risorse che non si trovano ma un problema di equilibri
all’interno della maggioranza. Il
contratto degli statali è diventato una questione politica ma il sindacato
non ci sta". Luigi Angeletti, segretario
generale della Uil punta l’indice contro il governo che, dice "sta facendo
campagna elettorale sulle spalle degli
statali" e a Berlusconi che dice di non poter superare il tetto di 95 euro
per gli aumenti, dà anche un
suggerimento.
Quindi secondo lei i soldi in più per gli aumenti si possono
trovare. Ma come? Il governo non è
della stessa opinione.
"È solo un balletto politico questa polemica sui soldi
che non ci sono. Basterebbe essere
più rigorosi sul fronte dell’evasione fiscale. Secondo i dati del ministero
dell’Economia, ogni anno ci sono
mancate entrate per 40
miliardi di euro. Se solo si riuscisse a recuperare il 2% dell’evasione si
potrebbero rinnovare i contratti e fare
anche qualcosa in più".
Detto così sembra facile ma oltre alle risorse c’è,
secondo quanto sostiene la Lega,
una questione di equità. Gli statali avrebbero aumenti superiori ai privati.
È così?
"Quando si dice che gli
aumenti del pubblico impiego sono superiori all’inflazione si omette di dire
che ci si riferisce alle retribuzioni
lorde. Una volta pagate le tasse, gli statali hanno un potere d’acquisto
molto basso. Quanto poi al problema
sollevato dalla Lega il confronto tra pubblico e privato è sbagliato. Il
contratto degli statali incorpora anche la
contrattazione di secondo livello, quella integrativa mentre non è così per i
dipendenti del settore privato".
Quindi non ci sarebbe un problema di compatibilità con il bilancio statale?
"Finora si è parlato del contratto solo
in termini di costo. Bisogna invece raggiungere un accordo in cui ci si ponga
la sfida della maggiore efficienza
dei servizi".
Tra voi e il governo c’è una distanza di 5 euro. Non è poi così
insormontabile, o no?
"È vero, le
distanze sono conciliabili, come ha detto il vicepremier Follini. Però da
parte del governo non ci può essere un
atteggiamento ultimativo. La maggioranza non può limitarsi a comunicare ai
sindacati la posizione raggiunta al
suo interno e pretendere che non se ne discuta e non si cambi".
Ma la
trattativa a ridosso delle elezioni non
rischia di dare una valenza politica al contratto?
"Non credo proprio che la
trattativa potrebbe incidere sull’esito
del voto". L.D.P.
Il Tempo,
Giovedì 31 Marzo 2005
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