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INTERVISTE

Il Segretario della UIL: l'incontro a Palazzo Chigi? Meglio tardi che mai

Angeletti: al governo chiedo un dialogo vero

«Una semplice comunicazione non basta. Concentrare gli sforzi sui servizi alle imprese»

Roma - Un dialogo vero. E’ la speranza espressa da Luigi Angeletti, segretario della Uil dopo che il governo guidato da Silvio Berlusconi ha convocato i sindacati e le associazioni imprenditoriali per discutere il provvedimento in gestazione per la competitività «la questione - afferma lui - più importante del paese: la scarsa competitività determina scarsa crescita economica».

Angeletti, a questo punto bisogna dunque agire?

«Il recupero della competitività non ritornerà certo spontaneamente. E’ necessaria una politica adatta, concentrando l’attenzione sui servizi alle imprese più che alle imprese in se stesse. E’ il sistema intorno a loro, infatti, ad aggravare la situazione».

Come valuta pertanto la convocazione da parte del governo?

«Ci saremmo aspettati dal governo una politica e un’iniziativa nei mesi scorsi come componente fondamentale della legge finanziaria per il 2005. Questo non è accaduto e sappiamo che non è stato un bene. Ora è annunciato questo incontro: meglio tardi che mai».

Cosa si attende in concreto dall’incontro con il governo?

«Ci aspettiamo dal governo non una semplice comunicazione di ciò che intende fare. Ma ci aspettiamo una vera capacità di dialogo e di confronto con le parti sociali, i sindacati e le imprese».

Sollecita una discussione approfondita?

«Il governo deve saper recepire le indicazioni che gli verranno date sia da parte dei sindacati che da parte del sistema delle imprese».

Ci sono margini per concretizzare davvero la collaborazione?

«Penso ci debbano essere. Un provvedimento per la competitività delle imprese a prescindere dall’opinione delle imprese non avrebbe alcun senso. Sarebbe soltanto dirigismo: neanche in Unione Sovietica sarebbe accaduto».

Come valuta le anticipazioni relative alla bozza del provvedimento preparata dal ministro delle attività produttive Antonio Marzano?

«Non sono importanti le anticipazioni, ma è importante quello che verrà detto formalmente nel corso dell’incontro e soprattutto se c’è l’intenzione di costruire insieme una buona politica per il rilancio dell’economia italiana».

Per lei dunque il provvedimento è ancora tutto da definire?

«Le ho detto che ovviamente non ci aspettiamo di ascoltare come sarà formulato il decreto legge, ma ci attendiamo un confronto. Dobbiamo arrivare all’elaborazione di un provvedimento adeguato con il contributo dei soggetti direttamente interessati».

Lei è fiducioso di avere una reale concertazione?

«Non sono così ambizioso da sperare nella ripresa della concertazione. Tuttavia spero nel buon senso: se il governo vuole impostare una politica seria per il rilancio della competitività deve sapere cosa pensano le imprese».

E lei ritiene che il governo prenderà in considerazione le valutazioni delle parti sociali?

«Adesso è annunciato l’incontro sulla competitività con il governo, speriamo si sviluppi anche il confronto».

La Stampa, 6 gennaio 2005

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