| INTERVISTE
Luigi Angeletti, nuovo Patto con il contratto
dei metalmeccanici
di Lina Pamerini
Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, è rimasto com'era ai tempi in
cui guidava le tute blu del suo
sindacato. I tavoli a Palazzo Chigi non ne hanno sciupato l'indole genuina ,
nè intaccato la natura verace.
"Il sindacato preso in giro dal Governo? Non lo escludo. Se non ci convocano
prima del varo del decreto sulla
competitività sarebbe la conferma". E ammette, senza finzioni, che i "più
titolati a dare un parere sul
provvedimento sono le imprese , quelle che competono sui mercati
internazionali". Prevede ,quindi, che alla fine
non ci potrà essere troppa distanza di giudizi tra sindacato e Confindustria
mentre esiste ancora sul modello
contrattuale ." La vertenza dei metalmeccanici ci traghetterà verso un nuovo
'93, un accordo in cui la
produttività sarà una parte importante del salario. Se non abbiamo fatto la
riforma finora, non è colpa della
Cgil.E' la Confindustria che non ha le idee chiare"
Il Governo dice che il provvedimento sulla competitività e' slittato per
accogliere le proposte dei
sindacati. E' credibile?
Hanno rinviato l'approvazione delle misure perchè la maggioranza ha problemi
al suo interno. La spiegazione
che hanno dato non è affatto convincente.
Vi sentite presi in giro?
Il rinvio non è un problema. La vera questione è se accoglieranno le proposte
che abbiamo portato sul tavolo di
confronto. Ci interessa verificare questo punto e lo faremo nel momento in
cui ci sottoporrano i testi finali. Noi
lunedì chiederemo un nuovo incontro. Se non ci sarà una convocazione prima
del varo del decreto sarà un
fatto grave. Sarebbe la conferma che siamo stati presi in giro.
Ma sapete già che alcune vostre proposte non possono essere accolte. La
richiesta di risorse
aggiuntive , per esempio.
Non tutti gli interventi che abbiamo proposto hanno dei costi elevati. Per
esempio, sarebbe un passo avanti se
sulla ricerca si creasse un sistema di incentivazione fiscale per la
collaborazione tra ricerca pubblica e imprese
private. Quello che conta è rafforzare il legame tra l'Università e il
sistema produttivo per avere sempre più
brevetti. Anche sulle infrastrutture il tema non sono le risorse. Faccio un
altro esempio: non è possibile che un
piccolo Comune possa fermare i lavori del Passante di Valico. Capisco le
esigenze dei cittadini ma è anche
vero che la priorità è l'interesse nazionale. Insomma, il Governo deve
definire nuove regole in base a un
gerarchia di interessi da tutelare.
Intanto il premier ha già individuato 12 miliardi di euro per finanziare
un ulteriore taglio delle tasse nel
2006. Il sindacato si metterà ancora di traverso?
Il premier ha una esigenza politica. Ha promesso il taglio delle aliquote e
quindi annuncia che prima delle
nuove elezioni manterrà gli impegni. Il sindacato non è contrario alla
riduzione fiscale, semplicemente, una
riduzione pura e semplice dell'Irpef non funzionerà. Non è affatto detto che
quei soldi in più finiranno nelle
tasche giuste, quelle di chi -sicuramente- spenderà di più.
E allora , qual è la via giusta?
Tagliare le tasse al lavoro dipendente. Ridurre il cuneo fiscale del costo
del lavoro aiuta la domanda interna ma
anche l'offerta. E non lo dico perchè sono un sindacalista e rappresento quel
mondo. Anche la Confindustria
propone la stessa ricetta.
L'alleanza con Confindustria salva il sindacato dal cono d'ombra in cui è
finito?
Sulle questioni retributive il sindacato non deve essere angosciato dall'idea
di restare solo perchè è nell'ordine
delle cose. Ma quando si parla di politica economica quella con Confindustria
diventa un'alleanza strategica.
Perchè abbiamo un oggettivo interesse in comune - la crescita- ma anche
perchè un sindacato che,su questo
terreno,va per conto suo non solo rischia l'isolamento ma è anche poco
credibile. Per questa ragione il nostro
giudizio sul decreto competitività non sarà molto distante da quello di
Confindustria.
Significa che alla fine imprese e sindacati condivideranno il giudizio sul
provvedimento competitività?
Per quanto riguarda la Uil non ci sarà una schizofrenia di comportamenti
visto che con le imprese abbiamo
condiviso le proposte sullo sviluppo. Direi che sono anche i soggetti più
titolati ad esprimere - con maggiore
cognizione- un giudizio sulle misure per la competitività.
E' finita la fase di concertazione in cui il sindacato ha scambiato il suo
ruolo politico con la
moderazione salariale?
E' finito quel modello di concertazione creata dal 93 perchè l'interlocutore
principale- cioè il Governo- non si
appassiona più. Ne siamo usciti ridimensionati ma non è un processo
irreversibile. Le regole del '93 sono state
superate dalla piattaforma dei metalmeccanici ma proprio per questo ci sarà
bisogno di un un nuovo modello
contrattuale.
La vertenza delle tute blu traghetterà verso un nuovo '93?
Con la piattaforma dei metalmeccanici è finita la moderazione salariale, è
superato il '93. Senza regole c'è solo
il conflitto, vince chi è il più forte. Ma è uno scenario poco sostenibile
nelle nostre condizioni economiche,
quindi, si dovranno necessariamente cercare nuove regole. Un nuovo '93 in cui
la produttività diventi una parte
importante del salario.Già nella piattaforma dei metalmeccanici ci sono 25
euro- per tutti i lavoratori - sotto la
voce 'produttività'.L'inflazione non basta più a far crescere i salari.
Ma sulla riforma contrattuale il sindacato prende tempo.
Si può anche dire che è colpa nostra. Che è la Cgil ad impedire la riforma
dei contratti. Ma è un alibi. In realtà è
la Confindustria che non ha ancora deciso quali sono gli strumenti più adatti
per riformare il sistema.
Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2005
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