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INTERVISTE

Angeletti: "Trattiamo, non è un Governo ostile"

Il segretario della Uil: "Puntiamo sulle proposte"

Olivia Posani

Risanare si deve e si può, ma i soldi vanno trovati combattendo evasione e lavoro nero, non colpendo la spesa sociale, che è assolutamente in linea con gli altri paesi europei. Luigi Angeletti, segretario generale della Uil è rientrato in Italia dalla Russia solo venerdì sera . Ha trovato il Dpef approvato e il sindacato in allarme. Eppure , al contrario del numero uno della Cisl, lascia aperta la linea di credito al governo ed esorta il sindacato a imparare a non dire solo "no".

Epifani e Bonanni temono che i tagli alla spesa abbiano un forte impatto sociale..

"Io sono soprattutto preoccupato di trovarmi di fronte a ipotesi che rispondono solo a logiche macro economiche , che non tengano conto della realtà".

Realtà è anche la pessima situazione dei conti pubblici.

"L'Italia ha il problema di diventare un paese normale. Siamo dentro Eurolandia e dunque dobbiamo avere regole e comportamenti analoghi a quelli degli altri paesi europei. Occorre fare tutto quello che serve per modernizzare, risanare, riformare. E' nell'interesse di tutti. Va fatta una analisi delle cose che ci fanno uguali, diversi o peggiori degli altri. Un confronto del genere è vera concertazione. Serve una discussione trasparente, con dati alla mano, senza dare per scontato che le analisi sono state già fatte e che si tratta solo di applicare le soluzioni. Da un confronto così non sono minimamente spaventato, anzi.".

E che cosa si aspetta di trovare?

"Sono disposto al confronto sulla spesa pubblica. Vediamo se la nostra è diversa da quella di Eurolandia, se davvero spendiamo di più per la sanità, le pensioni, l'assistenza. Se davvero abbiamo troppi dipendenti pubblici e li paghiamo più degli altri. Con questo confronto saremo in grado di dimostrare che abbiamo meno dipendenti pubblici e meno pagati. L'unica differenza è che ci sono troppi insegnanti nel rapporto con il numero degli alunni. E poi basta col dire che la spesa pensionistica è eccessiva. Solo qualche mese fa Berlusconi si vantava che il nostro sistema è il migliore d'Europa".

Perchè la riforma Maroni avrebbe introdotto lo scalone.

"Non è vero che si va in pensione a 57 anni. Già oggi, secondo l'Ocse, in Italia si va in pensione mediamente a 59 anni e 8 mesi. Lo scalone è un dramma per centinaia di migliaia di persone, ma ai fini della spesa non cambia nulla. Sa invece che cosa dimostrerà una verifica seria?".

No, che cosa?

"Che il nostro sistema è patologicamente malato di evasione e lavoro nero. Che, nonostante quanto di buono ha fatto Bersani, le liberalizzazioni sono ancora poche".

Anche il governo vuole combattere l'evasione , ma bisogna trovare soldi subito, visto che il commissario Almunia non vuole concederci un anno in più per il rientro.

"Padoa Schioppa ha già spiegato che l'importante è avere riforme strutturali. Anche se i risultati arriveranno nel 2008, ciò che conta è la tendenza".

Epifani, ma soprattutto Bonanni, hanno espresso giudizi molto duri sul Dpef. Lei sembra più conciliante. Cosa accadrà lunedì durante la segreteria unitaria?

"Io sono meno preoccupato di loro. Abbiamo di fronte un governo di coalizione nel quale le decisioni vanno prese collegialmente. Quello che conta è l'opinione del governo e del presidente Prodi. Il problema del sindacato non è Padoa Schioppa. E la concertazione non è il sistema in cui il sindacato ha il privilegio di dare i voti al governo. Con la concertazione si discute e anche il sindacato deve fare delle proposte.Siamo noi a dover dire come dovrebbe funzionare la macchina dello Stato, il sistema fiscale o la riduzione delle tasse sul lavoro, argomento su cui balbettiamo. Questo governo non è pregiudizialmente ostile al sindacato. Dalla segreteria dobbiamo uscire con delle proposte serie e non solo con dei no".

Il Resto del Carlino, 9 luglio 2006

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