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INTERVISTE

Angeletti a Carfagna

"Prima i posti di lavoro, poi le pensioni rosa"

Il leader Uil: "C'è crisi, tuteliamo gli impieghi. Gli iscritti mi chiedono se avranno ancora la busta paga..."

di Olivia Posani - Roma, 16 marzo 2009 - "Cerchiamo di evitare discussioni astratte. A me i lavoratori non chiedono a che età dovranno andare in pensione. Mi chiedono fino a quando riusciranno a lavorare". Non ci sono dubbi: per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, la priorità in un momento così difficile come l’attuale non è certo la previdenza, ma la tutela dei posti di lavoro.

C’è però il problema della sentenza della Corte europea, che ci impone di aumentare l’età pensionabile delle donne che lavorano nel settore pubblico, pena l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia...

"Il governo ha inviato una memoria a Bruxelles spiegando cosa intende fare. Ne parleremo nei prossimi anni".

Come nei prossimi anni? Il ministro Brunetta ha già quantificato le risorse che deriverebbero dall’aumento dell’età pensionabile e il titolare della Pari oppurtunità Mara Carfagna ha detto che potrebbero finanziare il suo piano di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne. Misure come asili nido, revisione del part-time, baby-sitter di condominio...

"Al momento sulle risorse si rischia di fare solo una discussione astratta perché ci sono troppe variabili da considerare. Comunque se risorse ci saranno non potranno che essere utilizzate nel settore che le ha prodotte, che è la previdenza. Non dimentichiamoci che sono soldi che derivano dai contributi, non sono tasse. Quindi devono avere lo stesso scopo per il quale le imprese e i lavoratori dipendenti li pagano: aumentare le pensioni e poi dotare l’Italia di quei servizi di cui parla la ministra, in modo da ridurre la quantità di lavoro suppletivo che le donne spesso fanno e che rappresenta il motivo per cui vanno teoricamente in pensione un po’ prima degli uomini".

Perché dice teoricamente?

"Perché le donne lavorano solo fino a quando gli è consentito dagli imprenditori. Per questo dico che parlare ora di allungamento dei tempi di lavoro non ha molto senso, visto che sta succedendo esattamente il contrario. Le imprese cercano di mandare via le donne, e gli uomini, il prima possibile. Questo è purtroppo l’unico argomento concreto su cui si può parlare. Il resto sono solo discussioni teoriche".

Ma avrete un incontro con il governo sull’età pensionabile delle donne?

"Non ci penso proprio. Al momento non esiste un oggetto di discussione. Mi sembra che neanche il governo voglia affrontarlo, figuriamoci se sollevo io il problema".

In effetti il ministro Sacconi non sembra particolarmente entusiasta di parlare di pensioni in un momento di crisi. Però Brunetta ha ricordato che la sentenza della Corte va rispettata e ha spiegato che nella pubblica amministrazione si potrebbero ottenere 2.377 milioni di euro in 7 anni.

"Sulle pensioni decide il governo e il titolare del sistema previdenziale, pubblico e privato, è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi".

Sulla previdenza rosa Cgil, Cisl e Uil sembrano aver ritrovato l’unità sindacale...

"Sulla previdenza non è mai successo che pensassimo cose diverse".

Ed è d’accordo con Epifani e Bonanni anche sul giudizio positivo che hanno espresso sull’insistenza della Marcegaglia nel chiedere una reazione immediata e concreta di fronte alla crisi?

"Il presidente di Confindustria si è soprattutto rivolto al sistema bancario, cui spetta di finanziare le imprese. Sono perfettamente d’accordo con lei".

Quotidiano.net, 16 marzo 2009

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