Roma, 12 nov. - (Adnkronos) - Non si potranno riannodare in alcun modo i fili dell'unita' sindacale fino a che la Cgil non riconoscera' la validita' della riforma del modello contrattuale. A chiudere la porta, per ora, ai richiami del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, per la ripresa di un dialogo e di iniziative comuni con Cisl e Uil, e' il leader della Uil, Luigi Angeletti. "L'attivita' contrattuale e' il 90% del nostro lavoro da sindacalisti. Fino a che, quindi, la Cgil, o le sue categorie, non riconosceranno la validita' della riforma, ricominciando a sottoscrivere gli accordi contrattuali, non sara' possibile riparlare di unita' perche' non e' possibile litigare nelle fabbriche e poi fare finta di nulla su altri terreni", spiega all'ADNKRONOS. "Il problema che abbiamo con la Cgil e' quello e da li' deve partire tutto", aggiunge. Per questo la Uil non raccoglie la riflessione di Epifani sulla manifestazione di sabato che avrebbe avuto piu' forza se fosse stata unitaria. "In piazza non ci saremmo andati senza prima aver tentato un confronto con il governo. Solo dopo, in mancanza di risposte si puo' vedere quello che c'e' da fare, come abbiamo fatto noi", aggiunge ricordando lo sciopero generale minacciato in questi giorni dalla Uil in caso di un mancato intervento fiscale a favore di lavoratori e pensionati. "Altrimenti si tratta di manifestazioni preventive sull'onda di un pregiudizio politico che a noi non interessa", conclude ribadendo: "aspettiamo la firma di tutte le categorie della Cgil ai rinnovi che reciscono la riforma contrattuale; solo allora potremo valutare l'avvio di una ripresa unitaria".