di Luciano Costantini
ROMA Gas e luce: una nuova impennata. Prevista. Perchè la tariffe viaggiano a ruota libera. Eppure c’era un preciso accordo nel Patto del ’92 che fissava il controllo coordinato da parte di governo-imprese-sindacati. "Infatti c’era - ammette Luigi Angeletti, leader della Uil - ma non è stato mai fatto. E non per colpa nostra".
Sorpreso per la nuova stangata?
"No, assolutamente. Il prezzo del gas soprattutto segue quello del petrolio. Il nostro è un Paese di grandi consumatori di gas, poi noi ci mettiamo molto del nostro per far aumentare le tariffe. Non solo non abbiamo mai adottato una politica seria di diversificazione dell’approvvigionamento energetico, ma abbiamo impedito la costruzione di rigassificatori che avrebbero consentito di acquistare gas dove costa meno. Quindi quando le bollette aumentano non ce la dobbiamo prendere soltanto con gli sceicchi o i cinesi che consumano troppo petrolio, ma anche con coloro che hanno impedito la costruzione di centrali elettriche e rigassificatori".
Ma l’accordo sulla politica dei redditi del ’92 non avrebbe dovuto comunque controllare gli aumenti delle tariffe?
"C’era una volta. E’ l’incipit di ogni favola".
Non è anche colpa del sindacato?
"Nessuno, purtroppo, riuscirebbe a far rispettare quell’intesa. Oggi l’unica cosa che si può chiedere ai governi è quella di tagliare le tasse. Per esempio, intervenendo sulle accise della benzina".
Intanto però i redditi familiari si assottigliano. Nomisma prevede che la prossima stangata costerà 57 euro all’anno.
"La soluzione a breve è una soltanto e la ripeto: tagliare le tasse. Purtroppo fino ad oggi la logica all’interno del sindacato è stata diversa ed è finita male".
Che è un’autocritica?
"No perchè lo vado ripetendo da tempo: le politiche che si possono fare all’interno dei singoli Paesi sono soltanto quelle che riducono la speculazione, ma non sui prezzi e sulle tariffe che diventano battaglie contro i mulini a vento".
Il Messaggero, domenica, 9 Marzo 2008