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INTERVISTE

Pronti a discutere ma non sulla riduzione della retribuzione oraria

"Angeletti: "Sì alla flessibilità, no al taglio degli straordinari"

Roma - Angeletti, il vice presidente di Confindustria propone di ripristinare il sabato lavorativo. La ritiene una strada percorribile?

"Innanzi tutto - risponde il leader della Uil - bisogna dire che in questo caso i particolari della proposta sono decisivi e aspetto di conoscerli. Comunque dico che non esiste un tabù ma esistono degli interessi concreti che riguardano le condizioni nelle quali la gente lavora. Il lavoro del sabato, in Italia, è considerato lavoro straordinario. Nel contratto dei metalmeccanici sono previste 32 ore lavorative da effettuare il sabato. E sono ore cosiddette "libere" che le aziende possono disporre per far fronte a picchi di produzione. E , ovviamente, sono pagate come straordinarie. Certo, se ci propongono di lavorare il sabato alle stesse condizioni del venerdì, be' non è un problema di tabù, ma di soldi".

Tradotto: discutiamo pure di flessibilità purchè quello del sabato continui ad essere considerato lavoro straordinario.

"E' chiaro. Le aziende poi dovranno discuterne con il sindacato".

L'obiettivo nascosto di Confindustria non potrebbe essere quello di introdurre surrettiziamente un innalzamento dell'orario di lavoro?

"Possibile. Con un po' di esperienza alle spalle, sono portato a pensare che l'obiettivo sia quello di pagare il sabato come il venerdì. Ma noi, ripeto, dell'orario non abbiamo mai fatto nè un mito nè un tabù. Ho portato l'esempio delle 32 ore flessibIli dei metalmeccanici per spiegare semmai che in Italia si lavora più che in altri Paesi".

Le statistiche , invece, dicono che in Europa si lavora meno che negli Stati Uniti e in Giappone.

"Vero"

E che in Italia si lavora meno che negli altri Paesi europei.

"Non è vero. E ci sono i numeri di Eurostat che lo provano. Noi lavoriamo meno di americani e giapponesi, ma più di tedeschi e francesi".

Il sindacato comunque accetterebbe un confronto sul tema dell'orario di lavoro?

"Ripeto, se parliamo di flessibilità, siamo disposti a discutere sapendo, ovviamente, che abbiamo interessi diversi. Se, invece, il confronto fosse solo una forma elegante per ridurre la retribuzione oraria, allora non ci sederemmo neppure al tavolo"

Secondo lei l'uscita di Bombassei non può essere messa in relazione con il rinnovo del contratto dei metalmeccanici?

"A naso, debbo dire che ci può essere questo recondito interesse. Poi non ho dubbi che la Confindustria sia d'accordo"

Anche Cisl e Cgil la pensano come lei?

"Su questa linea siamo sempre stati e siamo tutti d'accordo". Cos

Il Messaggero, 6 dicembre 2005

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