No ai lavoratori autonomi. Statali, contratto o salta la concertazione
di Luciano Costantini
ROMA Un ultimatum e un "grazie Prodi". Grazie perchè il presidente del Consiglio ha deciso di destinare i due terzi del ”tesoretto” alle famiglie, ma ora il premier deve sbloccare il contratto degli statali perchè altrimenti saltano i tavoli su welfare e sviluppo. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, è diretto, come al solito. Pochi giri di parole. "La suddivisione della ”ricompensa” indicata da Prodi mi sta bene se andranno a beneficiarne le famiglie dei lavoratori dipendenti, che sono quelli che hanno pagato le tasse e che si stanno impoverendo perchè hanno i salari più bassi d’Europa, come giustamente Prodi riconosce".
Invece cosa non le starebbe bene?
"Continuare ad aiutare le famiglie dei finti poveri, di cui l’Italia è piena".
Sta alludendo ad una distribuzione in base agli scaglioni?
"No, no. Io parlo delle buste paga. Lo ripeto più chiaramente: i benefici fiscali dovranno andare solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Non ai lavoratori autonomi. Non vorrei si ripetesse l’andazzo di giudicare i ricchi e i poveri in base alla dichiarazione dei redditi".
Lei dice, devono essere ”risarciti” anche i pensionati.
"Lavoratori dipendenti e pensionati sono le categorie che sicuramente hanno pagato le tasse più degli altri e che più degli altri sono stati penalizzati negli ultimi anni".
Per rivalutazione delle pensioni, intende le minime?
"Intendo le pensioni delle persone che hanno pagato i contributi".
Be’ i contributi li hanno pagati tutti.
"Cominciamo a rivalutare le pensioni di quelli che li hanno pagati. Qui mi fermo. Chi deve capire, capisce".
L’annuncio di Prodi può aiutare il confronto ai tavoli su welfare e sviluppo?"Senza dubbio. E’ l’unica strada per arrivare a conclusione positiva. Non possiamo mica fare un accordo che escluda da ogni vantaggio 17 milioni di lavoratori dipendenti. Poi c’è il problema del contratto del pubblico impiego. Dovessimo arrivare ad uno sciopero, si avvelenerebbe il clima".
Ma non c’era l’accordo?
"Sì ma il governo ha presentato una direttiva contraddittoria con l’intesa raggiunta. Avevamo concordato di procedere agli aumenti salariali legandoli ad una sorta di scambio su efficienza e produttività. Scambio che, ovviamente, può avvenire solo con la contrattazione di secondo livello. L’esecutivo ci ha fatto sapere che negli aumenti nazionali sarebbero invece compresi i soldi della contrattazione decentrata. Ora ci auguriamo di ricucire lo strappo, altrimenti sarà sciopero".
E salterebbero anche i tavoli a palazzo Chigi?
"Formalmente no, nella sostanza sì".
Il Messaggero, 14 aprile 2007