UIL: Segreteria generale | Novità nel sito
Il nostro indirizzo e tutte le informazioni per contattarci

INTERVISTE

Angeletti: concentrare gli aiuti su buste paga e pensioni

"Accetto scommesse sulle risorse disponibili: quando faranno i conti saranno il doppio di quanto annunciato". ”No” ai nuovi coefficienti? Entriamo nel merito, ma la trattativa sullo stato sociale e sulle pensioni ha imboccato una strada in salita

di Diodato Pirone

ROMA Il leader della Uil Luigi Angeletti risponde al telefonino da Gerusalemme. Oggi incontrerà rettore, presidente e studenti dell’Università israeliana, uno dei centri d’eccellenza globali, per parlare di economia e lavoro. Questo non lo mette al riparo dalla eco della battaglia italiana sulla politica economica.

Segretario, Montezemolo ribadisce che il ”tesoretto” non va sperperato. Cosa replica?

"Concordo. E indico anche un settore sul quale investire le maggiori risorse disponibili che dovrebbe trovare antenne sensibili in Confindustria"

Quale?

"I salari dei lavoratori vanno sostenuti, bisogna che il tesoretto vada alla riduzione delle imposte su una parte della busta paga.

E poi?

"Poi abbiamo un problema sociale rappresentato dalle pensioni troppo basse. Un aumento delle disponibilità dei lavoratori e dei pensionati sosterrebbe i consumi e darebbe ulteriore ossigeno alla ripresa"

Già, e il debito pubblico?

"Giusto ridurlo. Però penso che quando si tireranno le somme vere dell’andamento dei conti pubblici il tesoretto sarà il doppio di quanto annunciato"

Cinque o sei miliardi invece che due o tre?

"Esatto, accetto scommesse. Questo non vuol dire che queste disponibilità vadano disperse"

Il ministro Nicolais annuncia la disponibilità di 1,7 miliardi per i dipendenti pubblici. Sono sufficienti per ritirare lo sciopero generale della categoria?

"Il governo sa perfettamente l’entità delle risorse aggiuntive a quelle già stanziate. Al momento le cifre indicate da Nicolais possono anche sembrare realistiche ma sullo sciopero decideremo quando dalle parole si passerà ai fatti"

E’ ottimista o pessimista sulla trattativa su stato sociale e pensioni?

"Il confronto non sta prendendo la strada della discesa e neanche quella pianeggiante. Sugli ammortizzatori sociali non vedo altro che la buona volontà del ministro Damiano"

E sulle pensioni?

"Trovo sproporzionate le attese miracolistiche di benefici sui conti pubblici che possono derivare da una riforma delle pensioni"

Un’ultima domanda: dite ”no” anche a nuovi coefficienti che avranno effetti concreti sulle pensioni a partire dal 2015-2020. Perché un atteggiamento così drastico?

"Ma noi non vogliamo abolire i coefficienti. Tuttavia i calcoli alla base di quelli nuovi ci sembrano errati. Sono parametrati su una bassa crescita del Pil e quindi dell’occupazione e dei contributi e su arrivi molto limitati degli immigrati. Senza considerare che la previdenza integrativa che doveva partire nel ’97 parte con 10 anni di ritardo. Entriamo nel merito e troveremo una soluzione".

Il Messaggero, 1 aprile 2007

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! [Valid RSS]