UIL: Segreteria generale | Novità nel sito
Il nostro indirizzo e tutte le informazioni per contattarci

INTERVISTE

Angeletti: "Così non si chiude, rischiamo un rinvio a settembre"

Il leader della UIL Luigi Angeletti

I conti Inps sono in linea con i contributi versati. Un errore offrire maggiore disponibilità alla trattativa. Alzano l’età come lo scalone e per noi non va bene

ROMA E’ pessimista Luigi Angeletti. Io dico che non si chiude.

Be’ provi a fare una percentuale.

Il leader della Uil non ci pensa un attimo: Diciamo che ci sono 40 probabilità su cento che si chiuda e 60 che non si chiuda.

Ed allora?

Mi pare chiaro. Lo show down ci sarebbe a settembre a ridosso della Finanziaria. Comunque lo sapremo la prossima settimana perchè, il tavolo, non potremo riaprirlo prima.

Ma perchè lei vede l’accordo tanto lontano?

Perchè il governo ha impostato il confronto sul presupposto sbagliato che il sistema previdenziale abbia bisogno di ulteriori risorse.

E non è vero?

Certo che no. Quando l’esecutivo dice ”non abbiamo i soldi per pagare le pensioni”, dice una cosa che non sta in piedi. I conti dell’Inps, infatti, sono in attivo e le entrate da contributi sono più che sufficienti per pagare la previdenza. Dunque, ancora si può andare in pensione a 57 anni. Il nostro sistema previdenziale è in equilibrio e lo sarà anche prossimi anni. Almeno fino a quando i soldi dei contributi serviranno a pagare le pensioni. E’, invece, inaccettabile dire, come fa l’esecutivo, che se ci fossero risorse aggiuntive dovrebbero essere spese in altre direzioni.

Come spiega allora che l’Unione europea, l’Fmi, la Bce dicono che la riforma delle pensioni va fatta?

Perchè il governo italiano continua a fornire sulla spesa previdenziale delle cifre che comprendono anche quelle per l’assistenza che invece dovrebbero essere pagate con le tasse. Studi neutrali dimostrano che la nostra spesa per le pensioni è al di sotto del 13% del Pil, cioè assolutamente in linea con quella degli altri paesi europei.

Senta Angeletti, perchè lei è tanto agguerrito nel fronteggiare la riforma della previdenza mentre i suoi colleghi Epifani e Bonanni sono sicuramente più morbidi?

Tutti vogliamo fare un’intesa e tutti siamo d’accordo sul tipo di intesa. Solo che c’è chi crede che fornire una versione ottimistica della situazione o maggiore disponibilità sia tatticamente più efficace. Io la penso diversamente. Quindi si mettano tutti l’anima in pace. Un accordo è possibile, ma dovrà essere un accordo decente.

Lei pensa che l’intoppo sia più di natura politica o tecnica?

Ritengo che gran parte della maggioranza sia interessata a mandare un messaggio politico.

Non vede anche un tentativo dell’ala sinistra della maggioranza a non farsi scavalcare dal sindacato e viceversa?

No, non c’è questo problema. Noi faremo un accordo, se lo faremo, prescindendo dall’atteggiamento della sinistra radicale.

Lei accetterebbe gli ”scalini” al posto dello ”scalone”?

Gli ”scalini” hanno il solo vantaggio di diluire nel tempo lo ”scalone”, ma hanno la stessa logica: aumentare l’età pensionabile. E perciò il meccanismo non funziona.

Servirebbero gli incentivi?

Esattamente. Perchè sono gli incentivi che selezionano chi può o non può andare in pensione.

E magari individuare ”lavori usuranti”?

Sarebbe l’alternativa giusta.

Cos.

Il Messaggero, 10 luglio 2007

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! [Valid RSS]