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INTERVISTE

Angeletti: "No ad Air France, sarebbe la fine"

Il leader della UIL Angeletti

Roma - Angeletti, un nuovo cambio al vertice di Alitalia. L’ennesimo...

"Guardi che il problema - risponde il leader della Uil - non è chi dirige l’Alitalia, ma l’azionista. Cioè il governo. Più precisamente, Padoa-Schioppa. E’ l’azionista che ha il dovere di spiegare cosa intende fare di Alitalia. A noi non interessa chi l’acquista, ma che essa sia in grado di operare in un Paese grande come il nostro dove ogni anno si muovono cento milioni di persone».".

Adesso sembra che si vada ad una trattativa diretta. La preoccupa?

"Il vero rischio non sono le modalità di cessione, ma il destino dell’azienda. Certo chi compra dovrà acquistare gli aerei, aprire nuove rotte, sostenere lo sforzo finanziario che, all’inizio, sarà rilevante. Se la trattativa privata punta a questi obiettivi a noi sta bene. Certo se il governo, questi obiettivi, non li inquadra, be’ allora i rischi appunto diventano altissimi.".

Quali, per esempio?

"Immagino almeno due scenari. Il primo, si vende l’Alitalia ad Air France: i transalpini non hanno alcun interesse a sviluppare la nostra compagnia, semmai a trasformarla in un vettore regionale. E questo evidentemente non ci piace. Secondo scenario, ancora peggiore: si spezzetta la compagnia e si vende la parte con più valore, cioè Alitalia Fly, che ha aerei e slot (diritti di atterraggio; n.d.r). Il risultato sarebbe quello di veder sparire l’azienda nell’arco di due o tre anni. La trattativa privata comporta questi rischi. Per questo il governo deve garantire con trasparenza le condizioni dell’operazione e quali sono gli obiettivi che si prefigge".

Una delle condizioni deve essere l’italianità?

"A me personalmente non interessa".

Sarebbe rischiosa un’intesa con Air France?

"Dico soltanto che non conosco impresa italiana acquistata dai francesi che sia finita bene. Sono tutte finite male".

E Lufthansa?

"I tedeschi si sono comportati molto meglio".

Il tempo, intanto, non lavora a favore di Alitalia?

"Infatti, anche se al momento la compagnia non può essere liquidata perchè soldi ancora ne ha, grazie a Cimoli. A Cimoli si può imputare tutto, ma se Alitalia non è fallita è grazie ai soldi che ha raccolto lui attraverso la ricapitalizzazione".

Ma c’è davvero il rischio di chiusura?

"Certamente. Accadrà quando non ci saranno più i soldi. Potrebbe essere questione di mesi. Per questo bisogna fare in fretta".

Cos.

Il Messaggero, 2 agosto 2007

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