di Antonio Troise - Roma. "Non capisco la posizione di Confindustria. Anche perché dei cinque punti di riduzione del cuneo fiscale promessi dal governo in Finanziaria ci sono solo quelli che finiscono nelle casse delle imprese. Lo sconto per i lavoratori è stranamente evaporato". Luigi Angeletti, leader della Uil, ha appena lasciato la sede della Cisl, in via Po, dove si è riunita la segreteria unitaria delle tre organizzazioni per emettere un verdetto sulla manovra. Un verdetto "complessivamente positivo", chiarisce subito Angeletti. "Anche se non mancano i punti da migliorare".
Quali, ad esempio?
"In primo luogo c’è la questione del cuneo fiscale. Si è sempre detto che due punti andavano ai lavoratori e tre alle imprese. Invece, i dipendenti, sono rimasti a bocca asciutta. E poi c’è il problema del Tfr. Le liquidazioni non sono tasse ma soldi risparmiati dai lavoratori. E sui quali nè il governo nè il Parlamento possono legiferare".
Però la manovra attua anche una redistribuzione del reddito a favore delle fasce più deboli.
"Ed è sicuramente un fatto positivo. Avevamo detto da tempo che c’era bisogno di mettere mano ad un sistema fiscale squilibrato. Così come riteniamo molto importante che nella manovra ci siano risorse per gli investimenti e per il Mezzogiorno".
Qualcuno parla di un patto fra governo e sindacati. È così?
"Non c’è nessun patto. Il governo ha semplicemente accolto alcune delle nostre richieste. Tutto qui".
Con il governo Berlusconi erano i sindacati a scendere in piazza. Questa volta, invece, la mobilitazione parte dalla Cdl.
"Non c’è nulla di strano. Non abbiamo il monopolio delle piazze. E poi i nostri scioperi erano sempre fondati su motivi squisitamente sindacali, non abbiamo mai fatto politica".
Ma, secondo lei la Cdl riuscirà a riempire le piazze?
"Non lo so. Dipende molto dalla loro capacità organizzativa".
Però sono molti a ritenere che questa manovra colpisca il ceto medio. Non è d’accordo?
"Non capisco che cosa sia questo ceto medio. Se uno va a dare una sbirciata alle dichiarazioni scopre che sopra i 100mila euro c’è una risicata minoranza. E lo stesso Montezemolo, se non ricordo male, aveva giudicato scandaloso che gli avvocati dichiarassero al fisco meno di un operaio metalmeccanico. Forse la novità di questa finanziaria è che a pagare non sono, solo, i lavoratori dipendenti".
Il Mattino, 3 ottobre 2006
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Roma, 3 ott. - (Adnkronos) - ''Non c'e' nessun patto. Il governo ha semplicemente accolto alcune delle nostre richieste. Tutto qui''. Lo ha detto in una intervista a 'Il Mattino' Luigi Angeletti, leader della Uil, commentando la Finanziaria, che giudica ''complessivamente positiva, anche se non mancano i punti da migliorare. La questione del cuneo fiscale, il problema del Tfr - ha precisato - Le liquidazioni non sono tasse ma soldi risparmiati dai lavoratori. E sui quali ne' il governo ne' il Parlamento possono legiferare''. ''Non capisco la posizione di Confindustria - ha sottolineato ancora il leader della Uil - Anche perche' dei 5 punti di riduzione del cuneo fiscale promessi dal governo in Finanziaria ci sono solo quelli che finiscono nelle casse delle imprese. Lo sconto per i lavoratori e' stranamente evaporato. Riteniamo molto importante che nella manovra ci siano risorse per gli investimenti e per il Mezzogiorno -ha spiegato ancora Angeletti- La novita' di questa Finanziaria, comunque, e' che a pagare non sono solo i lavoratori dipendenti''.