di Antonio Passaro
D) Angeletti, entriamo nel vivo della nostra chiacchierata mensile affrontando subito la questione Alitalia. In queste settimane c’è un intenso lavorio per cercare di rilanciare la compagnia aerea italiana, a partire dalla ricerca di un partner. Quali sono le tue considerazioni?
R) Sulla vicenda Alitalia siamo costretti ad una svolta. L’Azienda ha ancora qualche risorsa ma il tempo è limitato. Serve un’opera di risanamento e di rilancio. È necessario quindi che il Governo trovi un alleato per Alitalia. La nazionalità del partner è indifferente, occorre però, avere un’idea chiara delle caratteristiche della compagnia con la quale si vuole trattare. Ruoli subordinati non sono convenienti per l’Alitalia e tanto meno per il nostro Paese. Credo che questo impegno nella ricerca di alleanze sia un fatto importante. E questo approccio fa ben sperare, anche se la condizione della nostra compagnia di bandiera resta davvero preoccupante.
D) Sempre a proposito di Alitalia, è ancora aperta la discussione sulla possibilità di avere due hub in Italia: Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Credi che si possa sostenere questa condizione?
R) Certamente. L’Italia per la sua collocazione geografica e per alcune sue caratteristiche, può avere due hub, perché a nord è concentrato il traffico business e a Roma, che è comunque la Capitale, quello per il turismo. Ciò, ovviamente, costringe Alitalia a fare una riorganizzazione ed una ristrutturazione interna. Comunque, resta la questione di fondo: salvare la compagnia di bandiera; e questo sarà possibile se si riuscirà a realizzare un piano industriale e si accrescerà il fatturato.
D) Restando sempre in tema di trasporti, che in questo periodo stanno attraversando un periodo nero, parliamo delle Ferrovie dello Stato. Da poco il nuovo Amministratore delegato, Moretti, ha annunciato che sarà quasi inevitabile aumentare i prezzi dei biglietti del treno…
R) Non spetta ai cittadini pagare con un aggravio del prezzo del biglietto la crisi di Trenitalia. Nel 2007 avremo molte tasse e se nel 2007 aumenteranno anche le tariffe ferroviarie, dato che il treno rappresenta un mezzo di trasporto indispensabile per milioni di persone che lo usano per andare a lavorare, si verificherebbe un evidente aggravio dei costi per i lavoratori dipendenti. Credo sia invece opportuno rinviare questa decisione. E se ci saranno degli aumenti sarà bene selezionare le tariffe. Si potrebbe accettare un aumento per Eurostar e treni ad alta velocità; per il resto le tariffe devono restare quelle che sono. Il buco non deve essere ripianato da chi usa il treno per andare a lavorare.
D) Anche il trasporto pubblico locale ha i suoi problemi: il contratto non è ancora stato rinnovato. Si rischia un blocco della città come quello che si è verificato nel 2003?
R) Purtroppo il rischio c’è. Se i problemi del trasporto pubblico non dovessero essere risolti, credo siano inevitabili iniziative di lotta. Il contratto degli autoferrotranvieri va rinnovato subito, entro Natale, proprio per evitare il pericolo di incorrere in un dicembre nero.
D) Parliamo ora di Napoli, dove Cgil, Cisl e Uil svolgeranno a dicembre una serie di iniziative e manifestazioni sulla legalità, in risposta a tutti gli atti di violenza e criminalità che hanno, purtroppo, insanguinato Napoli e la Campania nell’ultimo periodo. Il sindacato quindi si muove attivamente nella lotta alla criminalità…
R) Certo. Voglio subito dire che non si tratta di fare una ‘manifestazione – spot’. Tutt’altro. Questa è una situazione complessa e di difficile soluzione. Un’organizzazione sindacale seria ha il dovere di realizzare una strategia concreta e non una sola manifestazione che servirebbe semplicemente a tacitare le nostre coscienze. Ecco perché abbiamo messo in piedi un’insieme di iniziative con gli studenti delle scuole superiori, con il mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. Oltre, ovviamente ad una serie di assemblee nei luoghi di lavoro. Ristabilire la legalità è un dovere, per Napoli e per l’intero Paese. La legalità è una condizione per lo sviluppo, non la sua conseguenza. La condizione perché possano esserci sviluppo, posti di lavoro e quindi benessere, è che le leggi vengano rispettate.
D) Pochi giorni fa Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una manifestazione di protesta contro i tagli alla ricerca e all’università. Quali sono le posizioni della Uil a questo proposito?
R) Noi pensiamo che ci sia bisogno di una politica per la ricerca, non di oboli. Come si può parlare di sviluppo se ricerca e Università continuano ad avere il posto delle Cenerentole? Viviamo nella società della conoscenza, in cui si cresce solo se si investe sulle persone, se si valorizza il patrimonio professionale e culturale di cui il nostro Paese è ricco. Bisogna dare prospettive concrete alla ricerca, mettere in atto una riforma che eviti la “fuga di cervelli” e valorizzi i lavoratori del settore.
D) Un’ultima domanda. Si avvicinano le elezioni per il rinnovo delle RSU nelle scuole, un momento importante nella vita di un’Organizzazione sindacale. Qual è il tuo appello?
R) Le elezioni per il rinnovo delle RSU sono un appuntamento fondamentale per il sindacato, un’opportunità per verificare la validità delle proprie scelte e misurare la capacità di far crescere il consenso intorno alle proprie idee ed alle proprie azioni. È il momento più alto di democrazia sindacale che va diffuso in tutti i luoghi di lavoro. La Uil crede nel valore della scuola italiana. Vogliamo valorizzare il lavoro di chi opera nelle scuole, e fare in modo che sia riconosciuta l’alta funzione sociale di chi educa i nostri figli. La Uil crede nella scuola e nel futuro. L’esercizio del diritto di voto è il primo passo per essere protagonisti del nostro futuro.
Lavoro Italiano, novembre 2006