UIL: Segreteria generale | Novità nel sito
Il nostro indirizzo e tutte le informazioni per contattarci

INTERVISTE

Vanno modificate soprattutto le misure previste sul piano previdenziale e fiscali. Intervista a Luigi Angeletti, Segretario generale UIL.

di Antonio Passaro

Angeletti, mentre diamo alle stampe quest’intervista, si è appena concluso l’incontro che hai avuto con Susanna Camusso e Raffaele Bonanni in merito alla manovra economica varata dal nuovo governo Monti. Cosa è venuto fuori da quello che è, sostanzialmente, il primo appuntamento tra le tre Confederazioni dopo lungo tempo?

Siamo molto preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese. Per questo motivo abbiamo chiesto, insieme, un incontro al governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per ottenere i necessari cambiamenti. Inoltre, per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare abbiamo chiesto un confronto anche con tutti i partiti.

Intanto, sempre mentre scriviamo, le tre Organizzazioni sindacali si apprestano a presentare emendamenti comuni nel corso dell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Avete già pensato anche a forme di protesta o mobilitazione comuni?

Certamente. A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso abbiamo proclamato, per la giornata di lunedì 12 dicembre 3 ore di sciopero, con presidi davanti a tutte le Prefetture d’Italia. A Roma, organizzeremo presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati e al Senato, fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra.

Cgil, Cisl e Uil, quindi, sembrano aver ritrovato una comunanza di obiettivi. È così? Pensi che la nuova situazione politica stia favorendo le sinergie con Cgil e Cisl?

I rapporti tra Cgil Cisl e Uil si sono incrinati in merito alle vicende contrattuali. I contrasti veri sono sorti in relazione agli accordi sul nuovo modello contrattuale e ad alcune importanti intese aziendali. E’ su questo terreno che si dovrebbero ricucire gli strappi più rilevanti, perché il ruolo istituzionale del sindacato, sancito anche dalla legge e dalla Costituzione, è proprio quello di contrattare. E a noi sembra che non tutta la Cgil sia attenta a questo particolare. Noi siamo disposti a discutere con gli altri sindacati se ci sono iniziative comuni e obiettivi da raggiungere insieme. Il Sindacato, tutto, deve contribuire al rilancio di questo Paese. Ciò che rivendichiamo è esattamente questo. Per qual che riguarda i rapporti con il Governo, noi, ci comporteremo come sempre: lo giudicheremo dai fatti. E quali sono per noi i fatti, credo sia ormai chiaro a tutti.

Entrando nello specifico, quali sono i provvedimenti della manovra economica del Governo Monti che preoccupano maggiormente la Uil?

La manovra del Governo era stata progettata e presentata al Parlamento e al Paese con tre parole d’ordine: rigore, crescita e equità. Di fatto, la manovra corrisponde solo in parte a questi tre obiettivi. La situazione è difficile ma conciliare il pareggio di bilancio nel 2013 con la crescita e, soprattutto, con l’equità non è impossibile. A preoccupare sono soprattutto le misure previste sul piano previdenziale e fiscale. Ad esempio, la manovra varata introduce nel sistema previdenziale una doppia penalizzazione, che si tradurrà per molte persone in un allungamento dell’età pensionabile e una riduzione della prestazione previdenziale. Per la Uil è il massimo del danno che si potesse fare su questo terreno. Un terzo della manovra preleva risorse dal sistema previdenziale. Sono, dunque, misure introdotte esclusivamente per fare cassa.

Oltre alle misure inique sulla previdenza avevi accennato anche al tema del fisco. Cosa ci dici a tal riguardo?

In Italia, il sistema fiscale rappresenta una delle più grandi storture della storia del nostro Paese e da esso dipendono tutte le difficoltà in termini di occupazione e di bassa crescita. La ricchezza in Italia è concentrata nelle mani di pochi ed è mal distribuita. Ciò contribuisce in maniera rilevante a contrarre i consumi interni. Per queste ragioni, con le misure previste nella manovra, l’economia del Paese potrebbe incorrere in un serio problema di sostenibilità. Attualmente le aziende italiane hanno sopperito a un’evidente contrazione della domanda interna, avutasi negli ultimi anni, attraverso le esportazioni. Ma cosa succederà quando queste non saranno più sufficienti a causa delle difficoltà economiche internazionali? Misure come l’aumento dell’Iva, l’introduzione dell’Ici sulla prima casa o l’innalzamento delle tasse - che graveranno quasi esclusivamente su lavoratori dipendenti e pensionati - previste dalla manovra, avranno un effetto recessivo, perché porteranno inevitabilmente a una riduzione dei consumi e all’aumento della disoccupazione.

La manovra contiene anche provvedimenti per la crescita. Quali sono le tue considerazioni in merito? Tutto ciò che è stato previsto per incentivare la crescita dell’economia italiana è a favore delle banche e delle grandi imprese. Per le banche, ad esempio è stata prevista una garanzia dello Stato sulle passività. Per le imprese sgravi sull’Irap. Non siamo contrari a queste norme, ma, come dicevo poc’anzi, queste misure non sono eque perché nella manovra non sono previsti provvedimenti per la riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati.

Un altro cavallo di battaglia della Uil, oltre alla riduzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensioni, è quello che riguarda la riduzione dei costi della politica. Qualche segnale è forse già presente nella manovra, ma non risulta sufficiente.

Sul taglio dei costi della politica, diretti e indiretti, c’è ancora molto da fare. Le misure annunciate dal Governo sono solo un primo segnale in tal senso. Con la stessa determinazione con la quale si è deciso di mettere mano al sistema previdenziale per fare cassa, si sarebbe potuto agire anche sulla riduzione dei costi della politica, ben al di là di qualsiasi atto simbolico, come ad esempio l’annunciato taglio dei vitalizi per i parlamentari. È necessario abbattere gli sprechi della macchina statale se vogliamo uno Stato più efficiente. Senza contare che dai tagli degli sprechi si potrebbero ricavare risorse utili, ad esempio, a rendere strutturale la detassazione della tredicesima. In questo modo si sarebbe dato, quantomeno, un vero segno di equità.

Angeletti, in conclusione, occorre una seria correzione della politica economica, anche in relazione alle difficoltà dell’euro e dell’economia europea. E’ così?

Il nostro Paese sta vivendo una delle fasi più complesse della sua storia, decisamente influenzata da una crisi economica che ha investito l’Europa, nel suo insieme, e le cui cause hanno una matrice finanziaria mondiale. L’evoluzione del quadro politico risente, dunque, di questa particolare condizione. Viviamo immersi in una dimensione europea che continua ad avere elementi di contraddizione, sfruttati appieno da una speculazione finanziaria, attenta esclusivamente ai propri interessi. In questa vicenda, la Banca Centrale Europea potrebbe svolgere un ruolo decisivo che, tuttavia, le viene impedito dalla mancata convergenza di opinioni degli stati membri dell’Unione. E’ in questo contesto che si colloca la manovra finanziaria. Noi vorremmo salvare l’Italia e gli italiani non solo per le prossime settimane, ma per gli anni a venire e le iniziative che abbiamo messo in campo vanno proprio lungo questa direzione. Non ci rassegniamo all’idea di un declino inevitabile.

Lavoro Italiano, novembre 2011

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! [Valid RSS]