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INTERVISTE

1° Maggio all’Aquila. Intervista al Segretario Generale della Uil Luigi Angeletti.

di Antonio Passaro

Angeletti, all’inizio del mese di aprile, un terribile terremoto ha squassato la terra abruzzese. Molte vite spezzate, danni enormi, un tessuto economico e occupazionale da ricostruire. Il Sindacato si è subito mobilitato

Siamo tutti addolorati per la tragedia che ha colpito l’Abruzzo e vogliamo essere vicini alla popolazione di quella regione con la nostra disponibilità a collaborare per interventi di assistenza rapidi ed efficaci. Insieme a Cgil e Cisl abbiamo subito avviato una campagna per la raccolta fondi da destinare, tempestivamente ed efficacemente, a tutti coloro che hanno subito lutti e danni personali e materiali. Ci siamo anche attivati per consentire a chiunque lo desideri di destinare il corrispettivo di un’ora del proprio lavoro verso concreti progetti di assistenza.

E si è anche deciso di “spostare” il Primo Maggio proprio a L’Aquila

Sì, il Primo Maggio a L’Aquila sarà una manifestazione di solidarietà a cui Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di dar vita per esprimere, anche in questo modo, vicinanza concreta a quelle popolazioni colpite dal sisma. E’ del tutto evidente che sarà una manifestazione ben diversa, nel numero dei partecipanti e nelle modalità di svolgimento, da quelle che si sono realizzate in passato. Molti abruzzesi hanno perso i propri cari, le proprie cose ma anche il proprio lavoro e nella giornata del Primo Maggio non credo ci fosse altra soluzione che recarsi a L’Aquila per dare corpo alla solidarietà tra tutti i lavoratori, valore che quella ricorrenza evoca in tutti noi. Siamo certi che questa scelta sia compresa e condivisa anche dagli amici e compagni di Siracusa dove, inizialmente, si sarebbe dovuto svolgere il comizio nazionale di Cgil, Cisl e Uil.

Veniamo alle questioni sindacali in senso stretto. Lo scorso 15 aprile, è stato firmato con Confindustria l’accordo attuativo per la riforma del sistema contrattuale. Può iniziare una nuova fase delle relazioni industriali?

Non c’è dubbio: i  nuovi contratti si faranno solo secondo le nuove regole stabilite. Nel merito, come abbiamo più volte ribadito, l’intesa punta ad una crescita dei salari reali che, in questi ultimi anni, hanno subito le conseguenza di una pessima ed inefficace distribuzione dei redditi. Eliminando l’inflazione programmata e introducendo l’indice Ipca, la dinamica salariale non sarà più legata ad una decisione “politica” ma sarà il frutto di una valutazione economica oggettiva. Basterà questo aspetto a consentire, con il contratto nazionale, una crescita dei salari superiore a quella ottenuta sino ad oggi. Inoltre, il meccanismo di incentivazione fiscale determinerà una capilarizzazione della contrattazione di secondo livello. Si dovrebbe così iniziare a spezzare quella spirale “bassi salari- bassa produttività” che ha nociuto ai lavoratori, alle imprese e anche al sistema economico nel suo insieme.

E’ forse il caso di ribadire anche un altro concetto. C’è più d’uno che, a proposito di riforma del sistema contrattuale, continua a parlare di “accordo con il Governo”. Vogliamo fare chiarezza su questo punto?

Quello sulla riforma del sistema contrattuale non è un accordo con il Governo. L’intesa, dopo una lunga trattativa che ha coinvolto le parti sociali interessate, è stata sottoscritta da Uil, Cisl e da tutte le Organizzazioni datoriali. Solo l’atto conclusivo dell’intera vicenda si è svolto a Palazzo Chigi e la firma da parte del Governo - apposta peraltro senza particolari entusiasmi - è stata una firma per adesione, in considerazione della qualifica di datore di lavoro del pubblico impiego. L’Esecutivo poi, sempre su nostra richiesta, si è impegnato a mettere in atto le agevolazioni fiscali che favoriranno la diffusione della contrattazione di secondo livello. Parlare dunque di “accordo con il Governo” può essere fuorviante.

Anche in questa circostanza la Cgil non ha firmato. Perché?

Bisognerebbe chiederlo a loro. Io dico solo che non potevamo più aspettare la Cgil: sarebbe stato un grave danno per i lavoratori e per il Sindacato. Quali saranno poi i rapporti tra i Sindacati confederali sarà solo il tempo a dirlo. Anche qui voglio semplicemente ricordare che contratti nazionali di categoria ne sono stati già sottoscritti più d’uno senza la Cgil che ha deciso di non firmarli: l’ultimo, meno di un anno fa, nel settore del commercio. Non mi pare che sia accaduto nulla di stravolgente; anzi, grazie a quei rinnovi, soni aumentati i salari di tutti i lavoratori di quella categoria, anche degli iscritti alla Cgil.

Cambiamo argomento e parliamo della crisi occupazionale. Nel corso di una conferenza stampa la Uil ha presentato alcune proposte. Puoi ricordarle sinteticamente?

Noi pensiamo che, in questa fase, occorra adottare soluzioni che tengano “legati” i lavoratori alle proprie aziende: ecco perché abbiamo proposto una moratoria dei licenziamenti. In particolare, pensiamo che bisogna incentivare questa moratoria prevedendo consistenti sconti contributivi a favore delle imprese che non licenzino. Si tratterebbe di istituire un bonus previdenziale da modulare soprattutto a vantaggio di coloro che rinnovano i contratti dei dipendenti con contratto a termine. E’ una formula più vantaggiosa rispetto a quella del bonus fiscale perché il pagamento dei contributi può essere modulato offrendo un vantaggio immediato alle imprese, mese per mese.

Peraltro una delle vostre proposte è già stata accettata e realizzata. Di cosa si tratta?

Sì, è passata un’interpretazione che consente un diverso sistema di calcolo per la fruizione della cassa integrazione ordinaria. In sostanza, mentre in passato era sufficiente essere collocato solo alcuni giorni in cassa integrazione, in una data settimana, per contabilizzare come fruita l’intera settimana, con questa nuova interpretazione, si sommeranno tutti i singoli giorni di cassa integrazione e si dividera’ la somma per 5 o per 6 - a seconda se si tratti di settimana corta o no - cosi’ da ottenere il numero preciso ed effettivo delle settimane di cassa integrazione fruite. In tal modo, questo importante ammortizzatore sociale può essere utilizzato per un periodo più lungo rispetto al passato. E in una fase così delicata avere a disposizione più cassa può essere decisivo per il futuro dei lavoratori.

Chiudiamo con un omaggio ad una grande italiana: in questo mese Rita Levi Montalcini ha compiuto 100 anni. Qual è il tuo augurio?

A Rita Levi Montalcini vanno gli auguri miei personali e della Uil: il suo centesimo compleanno ha accomunato tutti in un giorno di festa. La passione con cui ha svolto e svolge il suo lavoro è di esempio per tutti noi e deve esserlo, in particolare, per i giovani. In lei apprezziamo la capacità di dare concreta testimonianza ai valori di dedizione, di libertà e di laicità. Una grande donna, un’eccezionale scienziata che, forte della sua storia personale, oggi, sa indicarci la strada per il futuro della ricerca e del progresso.

Lavoro Italiano, aprile 2009

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