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INTERVISTE

Il leader Uil Angeletti: assurde le minacce di multare i lavoratori

"Il ministro si rassegni è una lotta sacrosanta"

La sicurezza. Questa è una vertenza per la sicurezza, sono sicuro che questa volta anche i viaggiatori sono dalla nostra parte

ROMA - «Ogni tanto ci provano» dice Luigi Angeletti, leader della Uil pensando al braccio di ferro con governo e Commissione di Garanzia. «Qualcuno, di tanto in tanto, la butta lì, tenta di restringere un diritto costituzionale come lo sciopero, con la scusa di ridurre i disagi all´utenza. Che stavolta, ne sono convinto, la pensa come noi: la sicurezza dei trasporti viene prima di tutto, la gente lo ha capito e comprenderà le difficoltà delle prossime ore...».

Angeletti, cominciamo dalle ore di sciopero: Lunardi e la Commissione dicono che otto, sono il massimo in casi del genere.

«Assolutamente no, siamo nel giusto. E vi spiego il perché. Primo: questa protesta non ha alla base motivi corporativi, ma, appunto la sicurezza di chi prende il treno o ci lavora sopra. Secondo: le regole vigenti sono tra le più rigide, ci vogliono mesi di preparazione prima di poter proclamare uno sciopero in Italia. Insomma, non è che il sindacato si sveglia una mattina e mette su una protesta del genere. Terzo: i tempi sono stati rispettati, visto che a metà gennaio, pochi giorni dopo la tragedia di Crevalcore, avevamo scioperato per 10 minuti proprio sul tema della sicurezza. Questo, quindi, è il secondo atto della vertenza: è la posizione del ministro Lunardi a non essere per niente corretta».

I disagi, lo ammetterà, non saranno minimi...

«Guardi che noi abbiamo più volte proposto un cambio di marcia. Come lo sciopero virtuale: che vuol dire un giorno di paga in meno per il lavoratore, dieci volte tanto per l´azienda e il trasporto che non si ferma. In pratica, una protesta che non danneggia più gli utenti. Ma aziende, governo e Commissione ci continuano a rispondere di no».

Tornando alle 24 ore di sciopero, il ministro Lunardi ha minacciato di applicare le norme: in pratica di multare i lavoratori che non aderiranno all´invito di ridurre la protesta da 24 a 8 ore.

«Non credo sia possibile: non vedo proprio come si possa imporre un´azione fuori dalle regole, una cosa del genere nemmeno la prendo in considerazione. Lo ripeto: il nostro stop di 24 ore è sacrosanto».

Anche la Commissione di Garanzia ha detto la sua.

«Ah, la Commissione: bello scivolone quello lì. È stata una decisione che non è stata nemmeno presa a maggioranza. Questo vuol dire che a qualcuno deve essere sorto il dubbio che la riduzione da 24 a 8 ore fosse ingiusta, no?».

Il presidente e ad delle Ferrovie, Elio Catania, ieri a Repubblica, ha detto che i trasporti su ferro in Italia sono tra i più sicuri in Europa. E ha richiamato il sindacato al dialogo.

«Bene, prendiamo atto con soddisfazione di questa "apertura". Vorrei però ricordare a Catania che non siamo stati noi a non volerci sedere ad un tavolo con le Fs. Abbiamo chiesto ripetutamente un confronto serio su questioni fondamentali, come la sicurezza e il rilancio strategico dell´azienda. Ma nessuno ci ha mai chiamati. Se questo è dialogo...». (lu.ci.)

La Repubblica, 11 febbraio 2005

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