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Il Segretario generale della Uil

“Finalmente è stato scoperto il grande bluff"

Luigi Angeletti *

Caro direttore, finalmente anche uno dei più grandi quotidiani nazionali ha scoperto il bluff del cosiddetto cuneo fiscale. Ne dà conto Massimo Giannini, nell’editoriale pubblicato ieri di cui condividiamo il merito delle argomentazioni e le preoccupazioni espresse. Già lo scorso due ottobre, come puntualmente registrato da tutte le agenzie di stampa, il primo commento della Uil sulla vicenda era stato più che esplicito: “il taglio dei due punti di cuneo per i lavoratori è evaporato”. Un giudizio ribadito il giorno successivo in un documento d’Organizzazione e, poi, ancora ripetuto in alcune interviste e dichiarazioni.

Per amore della verità, vale la pena ricordare che lunedì due ottobre la riunione delle tre Segreterie di Cgil, Cisl e Uil, convocate per esprimere una valutazione sulla Finanziaria fresca di varo, si concludeva con un nulla di fatto. Non tutti avevano condiviso il giudizio nettamente negativo della Uil proprio su questo punto, impedendo così la redazione di un documento unitario che ha poi visto la luce solo qualche giorno dopo. Insomma, per alcuni sembrava tutto regolare; per altri, no. In Italia non esiste “il sindacato” ma “i sindacati che spesso, grazie a Dio, vanno d’accordo, ma talvolta esprimono posizioni differenti garantendo così - ancora una volta grazie a Dio - quel pluralismo delle idee foriero di progressi. Ora, quella del mancato taglio del cuneo sembra una sorpresa per molti; per noi, purtroppo non lo è. Poco male. Il problema è un altro: si può rimediare?

Il cuneo fiscale è la differenza tra la retribuzione lorda e quella netta di un lavoratore dipendente. Ridurre questa differenza significa tagliare il cuneo. Il governo invece ha fatto un’altra operazione: ha rimodulato le aliquote fiscali e ha introdotto alcune detrazioni per familiari a carico. Con due conseguenze: le tasse vengono ridotte solo a chi ha famiglia e, inoltre, a moltissimi finti poveri, a quelle categorie cioè che possono dichiarare molto meno di quanto guadagnano. Con buona pace dei lavoratori dipendenti, i più tartassati, in questi ultimi anni, da una riduzione del potere d’acquisto che ha generato il calo dei consumi e la stagnazione della nostra economia.

Abbiamo indicato da tempo le due strade da seguire per ottenere davvero il taglio del cuneo fiscale. Bisogna detassare per quattro anni gli incrementi contrattuali oppure introdurre detrazioni per la produzione del reddito da lavoro dipendente. Queste sono le uniche due soluzioni per ridurre le tasse subito, a tutti i lavoratori dipendenti e solo a loro.

(*Segretario generale della UIL)

La Repubblica, 20 ottobre 2006

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