L’INTERVISTA Il leader della UIL: "Sul patto il governo farà
aggiustamenti.
No al tetto fissato per i lavori usuranti"
di Olivia Posani
Luigi Angeletti, segretario generale della UIL, parla di "grande affermazione del sì" al referendum, si dice sicurocce, nel tradurre il protocollo di intesa in articolato legislativo, "il governo farà aggiustamenti anche importanti" e guarda al futuro prossimo : "Ora dobbiamo lottare per alzare i salari."
A Mirafiori e in tante altre grandi fabbriche hanno stravinto i no..
"Sapevamo tutti che sarebbe andata così. A Mirafiori avevano deciso come votare prima ancora prima ancora che si facesse l’accordo. Il risultato è invece molto positivo. Ma la cosa ancora più importante è stata la partecipazione. In molte regioni abbiamo superato la percentuale raggiunta dal referendum sulla riforma Dini. "
Qualcuno sostiene che il voto va pesato. Che ad esempio l’indicazione degli operai ha un valore diverso da quella dei pensionati.
"Questa opinione mi sembra quanto di più reazionario si possa concepire. Viola il valore fondamentale della democrazia: ogni testa un voto".
Cosa risponde al comunista Rizzo che ha denunciato brogli?
"Nulla".
E a Cremaschi? L’esponente della Fiom parla di irregolarità nel voto nei siti itineranti.
"Ma che dovevamo fare, non far votare i lavoratori che non potevamo raggiungere? Ci sono quattro milioni d’imprese in Italia. L’unica cosa che potevamo fare era comunicare quali fossero le sedi dove andare a votare".
Lei dice che l’accordo sarà chiarito. Vuol dire che la spunterà rifondazione?
"No. Come ha sempre detto il ministro Damiano, ci saranno delle precisazioni, cosa normale quando si traduce una decisione in dispositivo di legge. La legge non può prevedere ad esempio che un diritto è contingentato: viola la Costituzione".
Si riferisce al tetto fissato per i lavori usuranti?
"Certo se sono 50 mila i lavoratori che hanno diritto ad andare in pensione prima, perché magari fanno i turnisti, devono poter lasciare il lavoro in 50 mila. Nessuno può dire: no, solo 5 mila ogni anno. Che facciamo, li estraiamo a sorte? Basta andare da un magistrato per fare applicare la Costituzione".
C’è un limite di spesa, però.
"Vorrà dire che Padoa Schioppa dovrà metterci altri soldi. E quando si Arriverà a tradurre la norma sui contratti a termine, che prevede una deroga al limite dei 36 mesi solo se il lavoratore viene assistito da un sindacalista, si dovrà usare l’unica formula giuridicamente corretta: sindacati comparativamente maggiormente rappresentativi. Insomma, ad assisterlo no potrà essere un sindacatino giallo".
Visto che Damiano dice che si può modificare l’accordo solo con l’assenso delle parti, per questi aggiustamenti dovrà essere riaperto il tavolo di confronto?
"Non credi proprio. Sono sicuro che il ministro ci informerà correttamente prima e non ci saranno obiezioni, nemmeno dalla Confindustria ".
La Nazione, 11 ottobre 2007