Angeletti: così si può combattere l’assenteismo, ma i vertici diano
l’esempio
"Gli industriali pensino piuttosto ai bassi salari"
di Luciano Costantini
ROMA Il merito. Solo con il ricorso al merito si può combattere il fenomeno dell’assenteismo nel pubblico impiego. Ma non solo. Così Luigi Angeletti, dopo il nuovo affondo di Luca Cordero di Montezemolo nei confronti dei dipendenti ”fannulloni”. "Ovviamente - spiega il leader della Uil - sono quelli che stanno più in alto a dover dare il buon esempio. Quando parliamo di assenteismo dobbiamo porci innanzi tutto una domanda: perchè nessuno lo ha mai risolto?".
Perchè, secondo lei?
"Almeno una spiegazione credo di averla individuata. Il settore del pubblico impiego non è una cooperativa, ma è gestito da una gerarchia, dove la gente fa ciò che le viene chiesto di fare. E magari le viene chiesto anche di non fare niente. C’è una storia che viene raccontata da sempre, anche da voi giornalisti, che se un ospedale funziona è per la bravura dei primari, se va male è per colpa degli infermieri".
E così non è, dice lei.
"Dico che è un modo scorretto e diseducativo di spiegare le situazioni. Invece il problema - perchè il problema c’è - è determinato da chi comanda che non prende decisioni o prende quelle sbagliate. Quindi la prima responsabilità è del potere politico".
Scusi, ma chi comanda che interesse avrebbe a non far funzionare, per esempio, un ospedale?
"Talvolta è un problema di capacità tecniche, altre volte chi comanda non dà semplicemente il buon esempio. E poi c’è una questione di potere: più gli impiegati lavorano è più il potere viene distribuito, meno lavorano e più il potere resta in poche mani. Affrontiamo prima il problema di chi comanda, poi parliamo di coloro che sono comandati".
Ma ci sono i ”fannulloni” nel pubblico impiego?
"E certo che ci sono. Perchè sono demotivati o perchè magari non essendo costretti, cercano di lavorare il meno possibile. Per combattere il fenomeno bisogna cominciare dal merito e dall’alto. Se si comincia dal basso il problema non verrà mai risolto e la gente si incavolerà. Non si può pretendere di comandare senza assumersi le responsabilità".
Come spiega l’attacco di Montezemolo?
"Gli industriali vogliono una pubblica amministrazione meno costosa e più efficiente per avere, loro, più risorse. Invece oggi la priorità è un’altra, quella salariale. Confindustria prima dovrebbe rinnovare i salari: sarebbe un buon esempio per tutti".
Il Messaggero, giovedì 6 dicembre 2007