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INTERVISTE

Angeletti: "Le leggi ci sono, ora bisogna farle applicare"

Il leader della UIL Angeletti

ROMA - Viaggia in autobus, Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ma nella calca c’è anche modo di commuoversi. "Tutte le parole sono state consumate".

La strage continua?

"Sì, continua. E non si tratta di un’emergenza, ma di una tragedia che va avanti da molto tempo per tutta una serie di motivi".

Scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro, per esempio? "Troppe imprese considerano la sicurezza un costo e fanno controlli molto approssimativi. Negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria catastrofe".

Quanti morti sul lavoro?

Da decenni sono più di mille all’anno".

Che fare? Abbiamo una legislazione arretrata oppure...

"Macché arretrata. In materia di sicurezza sul lavoro l’Italia ha le migliori leggi d’Europa. Soltanto che non vengono applicate".

E i controlli?

"Quelli non vengono fatti. Se si facessero controlli a sufficienza, numerosi incidenti potrebbero essere prevenuti".

Quindi non occorrono provvedimenti straordinari?

"Di straordinaria c’è la superficialità con cui viene considerata troppo spesso la vita dei lavoratori in un Paese civile come l’Italia".

Cosa succederà adesso alla Thyssen Krupp di Torino? "Avevano già deciso di chiudere la fabbrica, no? Adesso dovranno riaprire o trovare una soluzione".

Riaprire? Ma non esistono le condizioni di sicurezza per farlo.

"Appunto. Ci spieghino - e soprattutto lo spieghino agli operai - cosa intendono fare dopo questa catastrofe".

Hanno proposto un ricollocamento all’acciaieria di Terni a chi è disposto.

"Quella di Terni non è una soluzione. E la soluzione - ripeto - spetta a loro individuarla e proporcela".

s.v.

Il Messaggero, 31 dicembre 2007

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