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INTERVISTE

Angeletti: "Sarà un autunno caldo"

Il leader della UIL Angeletti

"Senza contratto otto milioni di persone. Non lo dimentichiamo"
La Sinistra: "La manovra non riduce il carico fiscale e non stanzia i soldi per il pubblico impiego, eppure ha lasciato passare tutto senza alzare un dito"
Il Governo: "Ci ha dato appena cento milioni in più per gli aiuti ai non autosufficienti, ma sul fisco e accordi pubblici non ci dato proprio niente"
L’accordo di luglio: "Passerà perchè la gente capisce che dà poco ma non toglie nulla"

ROMA "Questa volta sarà davvero un autunno caldo", parola di Luigi Angeletti, leader della Uil. "A cominciare dallo sciopero degli statali entro il mese e dalla manifestazione sul fisco di metà novembre".

Intanto però il sindacato a Mirafiori si è beccato i fischi.

"Non è certo Mirafiori il luogo dove tutti voteranno per l’accordo. Sono anzi convinto che se andrà a votare un cospicuo numero di lavoratori ci sarà una bocciatura del protocollo. Su larga scala, invece, credo che prevarrà la linea del sindacato. Voglio tuttavia sottolineare che l’oggetto del contendere non è il protocollo, ma il salario. Questo è il problema numero uno per gente che guadagna poco, paga molte tasse e, dunque, accusa il sindacato di non fare abbastanza. Ci accusano cioè di essere troppo morbidi con il governo".

Ed è un’accusa fondata?

"Certo che no. A me personalmente dà soprattutto fastidio sentirmi dire di essere stato morbido con l’esecutivo. Un’accusa che andrebbe invece rivolta a quella parte della politica che ha sottoscritto, senza alzare un dito, una finanziaria che non riduce le tasse e non stanzia i soldi per i contratti del pubblico impiego".

Che fa scavalca a sinistra la sinistra?

"Guardi che le contestazioni più forti arrivano dalla sua base elettorale e non sono dirette contro il sindacato. Ricordo, per inciso, che il sindacato dentro le fabbriche ci va. Sì, è tutta una operazione strumentale alla politica".

Il referendum alla fine passerà?

"Ne sono sicuro perchè la stragrande maggioranza delle persone capisce che l’accordo dà poco, ma non toglie nulla. E’ la prima volta che si fa un’intesa in cui non è previsto alcuno scambio".

Conferma che il sindacato non accetterà alcuna correzione al protocollo?

"Non accetteremo correzioni che lo peggiorino e pensiamo che in Parlamento non ci sia una maggioranza in grado di migliorarlo".

Epifani avrebbe detto: se non passa l’accordo sul welfare, cade il governo. E’ dello stesso avviso?

"E’ stata una dichiarazione infelice che aiuta a votare contro per un motivo molto semplice: il governo non è popolare e se passa l’idea che basta votare contro l’accordo per farlo cadere significherebbe aver indicato la classica spallata".

Intanto è stato proclamato uno sciopero nel pubblico impiego e una manifestazione sul fisco a metà novembre.

"Entrambi necessari perchè hanno realizzato una finanziaria che è servita soltanto a individuare un accordo per restare in sella. Hanno invece evitato tutto ciò che avrebbe potuto mettere a rischio la loro poltrona. I problemi veri, come quello del reddito, sono stati accantonati".

Avevate chiesto tre cose al governo: taglio fiscale sui redditi da lavoro, più soldi per i non autosufficienti e risorse per i contratti pubblici. Cosa avete incassato?

"Cento milioni in più per i non autosufficienti, sul fisco e sui contratti niente. Il saldo è totalmente negativo".

E adesso?

"Il prossimo sarà davvero un autunno caldo. Ci sono otto milioni di persone che sono senza contratto e noi non abbiamo alcuna intenzione di dimenticarcene".

Cos.

Il Messaggero, mercoledì 3 ottobre 2007

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