Il commento alla manovra: «La detassazione degli utili è stata realizzata con intelligenza»
ROMA Luigi Angeletti, un giudizio sul decreto del governo. E’ soddisfatto?
«E’ un pacchetto di provvedimenti - risponde il leader della Uil - che va nella giusta direzione. La norma che prevede incentivi fiscali per gli utili reinvestiti è stata realizzata con intelligenza perchè si detassano soltanto gli investimenti, per esempio sui macchinari, che vanno a sostegno della ripresa. Altra cosa buona è il ricorso ai contratti di solidarietà che in questo frangente è uno degli strumenti migliori da utilizzare. Cioè è preferibile far lavorare i dipendenti per meno ore che licenziarli. Perchè siamo in una crisi che non è come quelle del passato».
In che senso?
«Non è mai accaduto che una crisi colpisse tutti i Paesi, in tutti i settori. In passato capitava che le emergenze di settore fossero rapidamente assorbite da un altro settore. In questo caso non è così e, quando la crisi sarà finita, i costi per creare nuovi posti di lavoro saranno molto superiori a quelli che dovremmo sostenere per evitare che questi stessi posti vengano distrutti. Insomma, difendere oggi i posti di lavoro costa meno che ricrearne di nuovi in seguito».
Lei teme che la disoccupazione sia destinata ancora a crescere?
«Credo di sì, almeno in valore assoluto. Magari avverrà con una velocità minore di quanto sta avvenendo».
E’ stata rifinanziata anche la cassa integrazione.
«Non abbiamo mai avuto dubbi a questo proposito. Il governo ci ha sempre detto che avrebbe garantito la cassa integrazione a tempo indeterminato».
Però questo intervento andrà inevitabilmente a pesare sui conti pubblici.
«Ovviamente. Ed il governo deve averne preso atto se è vero che ci ha sempre garantito che se i soldi non fossero stati sufficienti ne avrebbe messi altri».
Il sindacato ha sempre insistito sulla necessità di ridurre il carico fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati...
«Ed è una questione che resta sul tappeto e che il governo dovrà risolvere non appena avrà la disponibilità di qualche euro in più. La priorità era e resta quella di detassare i redditi. Lo diciamo noi e finalmente lo dicono anche gli, per esempio l’Ocse. Non è solo per un problema di giustizia sociale, ma di necessità perchè i lavoratori dipendenti e i pensionati rappresentano la stragrande maggioranza delle persone e un aumento delle loro disponibilità finanziarie si tradurrebbe quasi automaticamente in una crescita dei consumi. Meno si guadagna e meno, inevitabilmente, si risparmia. E meno si consuma».
Su questa linea tutto il sindacato si trova sulla stessa linea?
«Assolutamente sì, non c’è alcuna divergenza».
Insomma, c’è l’unità sindacale?
«E ci mancherebbe altro. L’unità c’è».
Il Messaggero, domenica 28 giugno 2009