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INTERVISTE

Angeletti: lo scalone? L’abbiamo già pagato

Il leader della UIL Angeletti

Tremonti aveva agito per turare buchi fatti sul deficit Diciamo “sì” al riequilibrio e “no”
a chi fa cassa

di Antonio Paolini

ROMA Segretario Angeletti, il sasso lanciato da D’Alema sulle pensioni è caduto in acque già molto agitate. Cosa risponde la Uil?

"Primo, che i soldi per abolire lo scalone erano già dati. Erano quelli dell’aumento dello 0,3% dei contributi, un miliardo all’anno, dieci in dieci anni: ora che sono in cassa però, non si possono più usare... E poi: dov’era D’Alema quando l’Ulivo ha fatto il programma su cui ha chiesto il voto? Avevano sbagliato i conti? Se sì, abbiano almeno il coraggio di dirlo".

La trattativa pareva ben avviata. Dove s’è incagliata?

"Sulle bugie. Qui non c’è nessuna operazione da fare sull’altare dello slogan ”stiamo come nel ’92”. Non è vero. Il sistema è in equilibrio. Serve solo una cosa: far sì che si riproporzioni rispetto all’allungamento della vita. Serve un sistema flessibile che eviti emergenze nei prossimi anni, e articolato, visto che l’aspettativa di vita non è uguale per tutti. In questo schema, il discorso era avviato: incentivi, modifiche, coefficienti.Abbiamo offerto di garantire un’età effettiva media che arrivasse a coincidere con la media dei paesi più grandi d’Europa. Con automatismi, se gli incentivi non fossero bastati. Finché alle tre di notte la Ragioneria dello Stato ci ha fatto sapere che la soluzione doveva generare risparmi pari al valore dello scalone. Ma lo sanno tutti: solo lo scalone vale lo scalone. E lo scalone non ha nulla a che fare con la previdenza. È frutto di una manovra finanziaria che il vecchio governo che aveva sfondato il deficit e splafonato la spesa ha fatto per rientrare. Un taglio per turare un buco. Punto".

Cosa deve fare il governo, allora?

"Tornare sui suoi passi. Non consentiremo un bis. Noi facciamo accordi per tenere la previdenza in equilibrio, non per far cassa da sostituire alle tasse o ai tagli alla spesa pubblica".

Ma voi siete disposti a mollare qualcosa? Gli appelli a pensare ai giovani non vi convincono proprio?

"Fanno appelli pro giovani, ma l’unica certezza è che coi nuovi coefficienti intanto gli tagliano le pensioni".

Il Messaggero, lunedì 2 luglio 2007

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