"Premiare il merito. I tagli? Hanno detto che i soldi per gli statali ci sono"
di Luciano Costantini
ROMA - Angeletti, prevede e magari teme, un autunno caldo sul rinnovo dei contratti degli statali?
"La Uil, ma non solo - risponde il numero uno di via Lucullo in questa intervista al Messaggero - prima di scioperare vuole discutere di nuove regole con le quali assegnare i premi che tuttavia non riguardano solo i dipendenti pubblici".
Il ministro Brunetta dice che il prossimo accordo sarà l’ultimo secondo i vecchi meccanismi...
"Sono d’accordo, ma dipende più dai dirigenti che dai lavoratori. Chi è che assegna i premi se non i dirigenti? Le regole devono puntare soprattutto a premiare i dipendenti che lavorano. Insomma, va premiato il merito. Quello che non accettiamo è che la ricerca di nuove regole possa essere un pretesto per ridurre le risorse. Sulla posta in gioco non possiamo derogare. E al govermo chiederemo di aprire al più presto un confronto per arrivare a una possibile intesa. Partendo dal presupposto che i soldi messi a disposizione del pubblico impiego non sono troppi".
A lei risulta il taglio di 400 milioni?
"In realtà c’è stato un blocco nell’erogazione dei premi accantonati. Ma se il governo dice che i soldi ci sono, noi non possiamo che prenderne atto. Vediamo allora come spenderli".
Ovviamente, la trattativa dovrà essere avviata in tempi rapidissimi?
"Non c’è dubbio anche se sarà complicato intraprenderla prima delle ferie. Ma, a fine estate, sarà la prima cosa che dovremo fare. Prima la trattativa, poi l’eventuale sciopero. Dipenderà dall’atteggiamento dell’esecutivo".
Immaginiamo che il negoziato sulle nuove regole dovrà essere allargato a tutti i settori del lavoro, pubblico e privato.
"La riforma, più in generale, dovremo affrontarla, a cominciare dalla prossima settimana quando ci incontreremo con Confindustria. Per il sindacato questo è l’autentico core business, l’argomento principale. Tutti gli altri sono gerarchicamente di livello più basso. Un sindacato che non riuscisse a trovare un accordo con la controparte sul come rinnovare il modello contrattuale, è un sindacato che non servirebbe".
Quindi anche il Patto del ’93, secondo lei, è superato?
"E’ superato nei fatti perchè nessuno più lo rispetta. Quindi o nuove regole o l’intero sistema andrà a catafascio e la situazione dal punto di vista sociale non potrà che peggiorare".
L’accordo separato nel settore del Commercio è una avvisaglia di questo possibile sfascio?
"L’accordo sulle nuove regole non potrà essere separato, quello sui soldi è possibile. Certo se non dovessimo trovare un’intesa tra noi, si aprirebbe una grave crisi. Quello che è accaduto nel commercio non aiuta. Dopo 18 mesi senza contratto, ci si deve chiedere: si vogliono davvero dare aumenti ai lavoratori o no? Se sì, bisogna anche accettare dei comprmessi. Scappare è sbagliato".
L’atteggiamento della Cgil è più politico o più sindacale?
"Mi auguro che la Cgil continui a essere un partner guidato da una logica sindacale. Non vorrei scoprire che gli unici scioperi che riesce ad organizzare sono quelli che attua quando al governo c’è Berlusconi. La prova del nove sarà quella dell’accordo con la Confindustria. Se non ci arriveremo, l’avvenire del sindacato sarà molto brutto".
Il Messaggero, 21 Luglio 2008