Il leader della UIL rivela: "Eravamo pronti a firmare ma Prodi ci bloccò per non deludere i riformisti
di Antonio Troise
Roma. Racconta che con il governo erano arrivati ad un passo dall’accordo. Rivela che la proposta degli "scalini" per aumentare l’età pensionabile era già arrivata sul tavolo delle trattative. Ma era stata bocciata all’unisono dai tre sindacati. E in particolare dal segretario della Cisl, Bonanni. "E vuole sapere perché? - si sfoga il leader della Uil, Luigi Angeletti - Saremmo stati l’unico paese al mondo a voler alzare l’età pensionabile indiscriminatamente per tutti, senza fare alcuna differenza fra un lavoratore e l’altro. E senza che ci fosse una vera ragione economica".
Scusi, ma il sistema previdenziale non rischia di andare in profondo rosso nei prossimi anni?
"Macché. È quello che vogliono farci credere, falsificando la realtà. Ma i numeri sono sotto gli occhi di tutti: non c’è nessuna emergenza nei bilanci della previdenza. Il sistema attuale è in equilibrio".
Però, nel dicembre scorso, avete sottoscritto un protocollo che prevede di innalzare l’età pensionabile per adeguarla alle dinamiche demografiche.
"Certo. E lo confermo. Ma qui il problema è un altro. C’è qualcuno che confonde i contributi previdenziali con le tasse e che vuole utilizzare i versamenti dei lavoratori per risolvere i problemi di bilancio del 2008. Non è possibile. Questi sono soldi dei lavoratori, la politica non può metterci le mani".
Al ministero dell’Economia continuano a dire, però, che abolire lo scalone costa troppo e che non ce lo possiamo permettere...
"La verità l’ha detta D’Alema. E che, cioè, se anche ci fossero i soldi, sarebbe sbagliato utilizzarli per abolire lo scalone. C’è troppa demagogia in giro e questo ha avvelenato il clima della trattativa. Ormai lo scontro è tutto politico, non si affrontano più le questioni di merito".
A cosa si riferisce?
"Le dicevo che eravamo arrivati ad un passo dall’intesa. Scartati gli scalini si era detto: portiamo l’età media effettiva della pensione in Italia sullo stesso livello degli altri paesi europei. Se non funzionano gli incentivi, allora eravamo pronti a far scattare l’innalzamento automatico dell’età. Ma lo sa perché non abbiamo firmato?".
Perché?
"Perché ad un certo punto Prodi ha avuto il timore dei titoli che avrebbero conquistato le prima pagine dei quotidiani il giorno dopo. E cioè: il governo cede alla sinistra radicale e ai sindacati. Per i cosiddetti ”riformisti” sarebbe stata una sconfitta. E così, dalla trattativa di merito, siamo passati alla disputa ideologica".
Il segretario della Cisl, Bonanni, ieri ha lanciato una nuova proposta che mette insieme scalini, quote e incentivi. Cosa ne pensa?
"Bonanni è un ottimo sindacalista, vuole continuare a trattare. E, del resto, l’obiettivo del sindacato è quello di fare gli accordi. Le quote sono sicuramente uno strumento migliore, per lo meno offrono una maggiore flessibilità. Mentre gli "scalini" rappresentano una soluzione sbagliata. Ma lo ripeto: prima di tutto bisogna fare chiarezza sui numeri della previdenza. E, soprattutto, riportare il tavolo al suo vero obiettivo: aumentare l’età pensionabile per seguire la dinamica demografica e non per fare cassa. O per regolare dei conti a livello politico".
Come finirà la trattativa?
"In questo momento sono pessimista. Certo, se Prodi farà una proposta prendere o lasciare, la valuteremo e poi decideremo sui contenuti. Senza entrare sul terreno della politica. Ma, se non ci sarà l’accordo o se resterà lo scalone, siamo pronti allo sciopero. E non credo che questo governo possa fare molta strada se non ci sarà un’intesa su questo tema con le parti sociali".
Il Mattino, lunedì 9 luglio 2007