Notizie ADN Kronos
Il tuo browser non supporta attività java

UIL Segreteria Generale
UIL HOME CERCA NEL SITO CHI SIAMO AGENDA SCRIVI ALLA UIL ARCHIVIO

E-mail segreteriagenerale@uil.it

INTERVISTE

"No a scioperi preventivi ma stop ai tagli"

Angeletti: ”Pronti a trattare, però niente disincentivi”

di ANTONIO TROISE

Roma. "Non facciamo scioperi preventivi. Ma il governo deve scoprire le carte e avviare un confronto. Sapendo fin d’ora che siamo disponibili a trattare sulle riforme ma non sui tagli alla spesa sociale". Luigi Angeletti, leader della Uil, non vuole gettare altra benzina sulle polemiche. Anche perché è convinto che risanamento ed equità possano essere coniugati senza imporre nuovi sacrifici. "Non è di questo che ha bisogno il Paese. Potremmo anche centrare l’obiettivo del deficit al 3%, ma se i cittadini diventano più poveri l’economia andrà a rotoli".

Ma davvero si può ridurre il deficit non toccando pensioni e sanità?

"Bisogna semplicemente avere coraggio. Come è avvenuto per le liberalizzazioni. Prendiamo ad esempio gli enti locali. Se si riducono solo i trasferimenti ci sarà sempre il sindaco che taglierà l’assistenza agli anziani. Ma perché non si rivedono le funzioni di un ente come la Provincia, evitando duplicazioni di uffici o di dirigenti? O, ancora, perché non si limitano i viaggi all’estero dei nostri amministratori? C’è un assessore allo sport di una piccola città, che è stato anche segretario Uil, che è andato in missione 15 giorni in Germania proprio durante i Mondiali. Sono due esempi che dimostrano come è possibile risparmiare migliorando l’efficienza dello Stato".

Anche nella sanità?

"Sicuramente. Basta guardare alle convenzioni con le strutture private. O alle spese sostenute dalle Asl per acquisto di beni e servizi. O andare a spulciare i costi di una prestazione fra le diverse regioni: le differenze sono davvero eclatanti".

Parliamo di pensioni: rimpiangete Maroni?

"Se ci chiedono di alzare l’età pensionabile e nello stesso tempo di tagliare i coefficienti, direi che non c’è partita".

Ma, allora, che cosa bisognerebbe fare?

"Prima di tutto andrebbero armonizzati i diversi trattamenti, per renderli omogenei. Mentre, per superare lo scalone del 2008, bisognerebbe puntare sugli incentivi".

La proposta del ministro Damiano prevede anche disincentivi.

"Non siamo d’accordo. Il mondo del lavoro è molto differenziato. Crediamo invece fortemente che con incentivi adeguati l’età pensionabile possa tranquillamente salire anche fino a 62 anni. Un fatto è certo: sono cose che vanno discusse ad un tavolo. E non sui giornali. Altrimenti si genera paura e si alimenta la fuga verso le pensioni".

Il Mattino, 3 settembre 2006

TORNA ALLA HOME